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venerdì 20 gennaio 2012

Quilling fantascientifico

Quando si ha l'ardire di chiedere al proprio fidanzo un'ispirazione per il nome del nuovo nato in casa carta, ebbene, si deve anche mettere in conto che, essendo esso un maschio, darà delle risposte da maschio.

Interno domestico: io al tavolo da lavoro, lui legge un romanzo di fantaqualcosa.
Io: Amoruzzo... guarda qui quest'anello appena finito!
Lui: ....
Io: Cicci! Guarda un po'...
Lui: ....
Io: Ao' ma mi ascolti?????? Girati!!
Lui: eh? Che vuoi?
Io: dicevo, guarda un po' quest'anello che ho appena finito. Ti piace?
Lui: No, è orrendo. (senza neanche alzare gli occhi dal tablet)
Io: Ahhhhh, ma come orrendo!!!! Ma che cacchio dici? E perché sarebbe orrendo? Eh? Sentiamo il grande esperto critico d'arte!
Lui: E' orrendo perché sto leggendo e non mi rompere.
Io: Sei un cretino! Almeno guardalo!
Lui (guardandolo): Confermo, è mostruoso.
Io: ....... sei un  CENSURA
Io: vabbè, non ti piace, ma come lo chiamo?
Lui: prometti che però poi non gli cambi nome?
Io: .... ma no... ti pare
Lui: prometti
Io: Ok, prometto. Non gli cambierò nome anche se fa scappare pure i topi.
Lui: Allora si chiamerà... L'occhio di Urag
Io: Eh???? Macchè sei scemo?? Ma che è L'Occhio Di Urag? Idiota! Dai un nome serio... su!
Lui: L'Occhio di Urag
Io: Seeee, dai, davvero, come lo chiamo?
Lui: L'Occhio di Urag. Hai promesso.
Ho promesso. Mannaggia a me. Ecco a voi L'Occhio di Urag in tutto il suo splendore.

L'Occhio di Urag | Quilled paper ring

L'Occhio di Urag | Quilled paper ring

Il nome deriva dalla lettura in essere del fidanzo, un romanzo di fantascienza... o fantasy, non ho capito bene.
Per la cronaca, tale anello è stata una vendita fai da te, nel senso che si è auto-venduto. Una signora l'ha guardato, lui ha guardato lei e sono andati via insieme mano nel dito. Meravigliosi.

giovedì 15 dicembre 2011

Re-use paper box. Tutorial ricloso!

Sono in ritardo con i regali, sto procrastinando con le decorazioni, fa un tempo da cani quindi niente scatti nuovi causa buio bigio, sono in arretrato con i post.
Volevo fare un bel tutorial con scatti carini ed esaustivi, ma visto che il tempo non è clemente e mica si può aspettare la bella stagione per postare qualcosa, il tutorial ve lo beccate mezzo fotografico (brutto, scatti orribili) e mezzo illustrato sennò non si capisce nulla.
Il barbatrucco è quello di ottenere da una scatola X almeno due scatole e se il materiale di partenza è abbastanza rigido pure Posteproof! I risultati migliori si ottengono con le scatole del riso o quelle delle tabs della lavastoviglie.
Pronte? Via!










Easy, veloce e completamente verde. Utile anche per gli ultimi pacchetti natalizi!
Buon divertimento!

lunedì 13 giugno 2011

A tutto riciclo! Il mio primo tutorial

Probabilmente iniziamo a leggerci il pensiero... ieri pomeriggio, in ansia da quorum, mi sono detta che era ora di condividere e mi sono preparata questo tutorial per fare una scatolina con materiali di recupero. Vado a prepararlo "digitalmente" e mi faccio il solito giro di blog e... Sorpresa! Già un paio di giorni fa FascinationStreet ci ha deliziato con una bustina fai-da-te moooolto bellina e perfetta per i bijoux (qui) ma 1129design mi batte sul tempo e con addirittura 3 esempi di pack per porta bijoux!!!

Mannaggia! Ma non mi perdo d'animo e il mio primo tutorial ve lo beccate lo stesso! E' una scatolina realizzata con materiali veramente poveri e che sopravvive bene anche alle buone maniere delle Poste (sgrunt!) dal momento che è fatta con cartone semirigido e poi ricoperta. Normalmente uso le confezioni del riso, delle pasticche per la lavastoviglie, cose abbastanza rigide e resistenti. Per ricoprire carta da pacchi, ma anche carta di giornale o riviste vanno bene.
Intanto scaricate e stampate il pdf della fustella QUI. Poi procuratevi:


1: aprire completamente la scatola e ricavare, con i lati più grandi, due rettangoli. In questo caso ho ottenuto due rettangoli di 13cm x 14 cm. Non buttate via i laterali, potrebbero servire per scatole più piccole o per rinforzare l'interno di scatole di cartone più leggero.

2: riportate il disegno della fustella sui rettangoli di cartone.

3: tagliate seguendo le linee esterne e cordonate (per la piega) quelle interne, ottenendo circa questa roba qui sotto:
Per il "tappo" della scatola, normalmente faccio un paio di pieghe molto ravvicinate (quelle due tratteggiate) in modo che, se le misure non sono perfette, si abbia un po' di gioco tra i due pezzi.
Trucchetto: per fare le pieghe precise uso una riga e il taglierino dalla parte opposta alla lama, così si incide
la carta senza tagliarla e la piega viene bene.

4: piegate tutte le linee interne per preformare la scatola, mettete un po' di colla vinilica nelle linguette e fissate il tutto con i morsetti (o mollette)


5:
mentre le forme si incollano si può passare a decorare il rivestimento. In questo caso ho utilizzato della carta da pacchi ed un pennarello di mamma Ikea con il feltrino a timbro. Ho decorato il lato fronte con il motivo del timbrino, e sul retro ho riportato il disegno della fustella, aggiungendo il doppio per i lati e 5mm ulteriori per il fondo, così la scatolina sarà più rifinita.

6: con la colla stick incollare il rivestimento alla scatola. Normalmente parto dal centro e poi "avvolgo" la carta intorno alla scatola, ma un metodo vale l'altro.

7: per rifinire ulteriormente la scatolina, tagliare 2 strisce di carta decorata un po' più lunga dei perimetri interni dei due pezzi (scatola / tappo) e alta circa 1,5cm. Tagliare anche 2 rettangoli della misura della base dei due pezzi. Sempre con la colla stick, incollare la striscia all'interno del primo pezzo, facendo aderire bene gli angoli e quindi incollare il rettangolo sul fondo.



Questo è quello che si ottiene. Magari non è perfetta, ma è assolutamente riciclata e riciclabile!

giovedì 5 agosto 2010

Arieccola

Passata l'arrabbiatura mi sono rimessa in carreggiata. I lavori della casa procedono a ritmi serratissimi e ormai manca solo il parquet, che inizierà a essere montato domani, e i ritocchi alla fine della fiera. Davvero non pensavo che una casa potesse cambiare faccia in modo così radicale, ma lo sta - fortunatamente - facendo. Il salone, che è quello maggiormente lavorato, è proprio un'altra cosa rispetto all'orrore di carta da parati che era all'inizio e anche l'ingresso adesso è piacevole, tolti gli specchi a muro stile casa d'appuntamento e il soppalco che riduceva il tutto a una scatola per topi ballerini.
Questo com'era...


E questo com'è per ora...


Insomma, si procede, e di cose da fare non mancano! Nell'attesa di iniziare a fare gli scatoloni mi sono concessa l'acquisto di una piccola incudine e fra un po' inizierò a cimentarmi anch'io nella difficile arte del rame battuto. Vedremo che caverò fuori, dita peste a parte!

A proposito di scatoloni, ho ritirato fuori una scatola con un po' di cose accantonate, perline, pezzi mai montati e roba così e aspettando che ritorni l'ispirazione ho montato due paia di orecchini con perle di carta che mi fanno vacanza al mare o in alternativa Sud America. Sarà che la mancanza di salsedine mi dà alla testa!

giovedì 22 aprile 2010

Riciclando 2

Come ottimizzare la pappa rosa di cui sotto? Perle. Mi sembrava ottimo, ma ho scoperto che quelle sfere praticamente perfette, una volta asciugate si sono rattrappite in modo irregolare. Oddio, delle pallocche bitorzolute rosa, "adesso le butto o ci faccio un gioco per le belve pelose" (che tanto giocano con tutto tranne che con i loro giochini) pensai. Però la mia anima da formica pazza si è ribellata e mi ha fatto ricordare una collana che avevo visto a Londra milioni di anni fa. Molto primitiva, grezza, con le perle distanziate su filo metallico. Ma come eliminare il colore? Acrilico!
Prende su tutto, non scolora e non macchia una volta asciugato. Perfetto. Vogliamo esagerare? Esageriamo. Acrilico metallizzato bronzo, comprato per una tela finto-Klimt mai realizzata. Un paio di mani di protettivo e il gioco è fatto. E visto che di perle ne avanzano ecco anche gli orecchini.





martedì 20 aprile 2010

Riciclando

Ecco il risultato della prima prova di carta hand made. Non doveva essere di questo rosa... così rosa. Tutta colpa mia! Ho aggiunto un tovagliolo viola all'impasto. Ma era un pezzetto! Piccolo piccolo. Minuscolo. Ma il danno era fatto e il rosa ha dilagato. Non lo amo molto (per niente) come colore, ma mi scocciava buttare tutto. E che ci si può fare con mezzo chilo di pappa rosa???? Cuoricini? Orsacchiotti? Caramelline? Ok, i più inoffensivi sono i fiori, almeno quelli rosa esistono davvero e forse si riesce anche a sdrammatizzare un po'. Solo che ad asciugare ci hanno messo giorni e a furia di toccarli per controllare ne ho distrutti una buona decina. Vabbè, meglio, sennò mi invadevano casa... Dei sopravvissuti ne ho montati quelli venuti meglio ed erano comunque troppi.
Quindi versione long, short e visto che ne avanzavano ancora, pure il segnalibro.