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mercoledì 18 luglio 2012

Viaggio mentale

Piccola pausa dal reportage abruzzese con un paio di orecchini estivi come le cicale che rognano tutti i pomeriggi. Da piccola mi chiedevo, con una punta d'orrore, se non gli consumassero le zampe a furia di sfregarle per tutta l'estate... convinta (da qualche zia idiota) che per far rumore sfregassero appunto le zampette posteriori. Le cicale sono estive, le zie idiote evergreen.
Cicale a parte, questi orecchini si innestano perfettamente nella lunga tradizione estiva dei gioielli d'ispirazione centro americana di cui facevano già parte i Maya, seguiti poi dai Luni (che erano invernali ma non diciamolo troppo in giro) e per finire con i recentissimi Inca.
Infatti pure questi, i Mesoamericana, facevano parte della stessa tornata di progetti, bozzetti ed acquerelli. Quindi anche per loro, oro e azzurro con un quid di bianco. Inizalmente il bianco doveva essere di perla per richiamare il mare della rondella di howlite, ma, per colpa delle ostriche che non produco perle della forma necessaria, ho ripiegato su un mezzo cristallo bianco opaco.
Come i Maya, i Luni e gli Inca sono tutti un inno al Viaggio Che Non Farò in Centro America. Le ragioni? Miriadi. Il viaggio? Mentale.
Con la testa sono su di una spiaggia bianca, davanti ad un mare blu, sotto una palma che fruscia pigramente al vento. Con questi orecchini ai lobi.

Mesoamericana, orecchini di cartoncino di cotone per passepartout, orone, howlite tinta azzurra e mezzo cristallo bianco opaco. Fra poco su Blomming. Poco, pochissimo. Giuro.

Mesoamericana | carta di cotone, orone, howlite, mezzo cristallo | cotton paper earrings, faux gold leaf, howlite, faceted crystal beads

Mesoamericana | carta di cotone, orone, howlite, mezzo cristallo | cotton paper earrings, faux gold leaf, howlite, faceted crystal beads

venerdì 15 giugno 2012

Periodo blu 01

Il tempo fa strani scherzi, uno dei quali è che i gusti cambiano - a volte - nell'arco della vita. Senza arrivare alla folle banderuola della moda, ognuna può sperimentarlo sulla propria pelle... ad esempio durante i traslochi, quando si vanno a smuovere stratificazioni geologiche di abiti risalenti al decennio precedente.
Quando arrivi al ventennio oltre al cambio di gusto c'è pure il cambio di taglia, ma questo è un altro paio di... abiti, delle lacrimucce e qualche giorno di depressione che passa con un gelato consolatorio. Tanto per aggiungere il danno alla beffa.
Colori, oggetti, abiti che fino a qualche anno prima avreste etichettato come "improponibile" - "geriatrico" - "ammazza che schifo" - "manco morta" - "se me lo regalano, lo riciclo, anzi no che mi vergogno per quant'è brutto" - ecco quegli stessi colori, oggetti ed abiti, a guardarli bene, con un occhio diverso... magari abbinati a... in fondo non sono così brutti brutti brutti... sono come dire... particolari? In fondo hanno un certo non-so-che?
A me sta succedendo con il blu e con l'azzurro, colori che ho sempre sinceramente detestato; il primo così "perbene" da risultare irritante, il secondo - fratello minore e diluito del primo - fastidiosamente allegro e giocoso ma sempre perbene. Eleganti, educati e con quella puzza sotto al naso da upper class. I Kennedy dei colori. Per non parlare del Principe Azzurro, della Fata Turchina, degli iperbuoni Puffi e degli spilungoni scemi di Avatar.
A mia discolpa posso solo dire che i blu e gli azzurri che ultimamente sto utilizzando non sono proprio blu blu blu e azzurri azzurri azzurri, ma hanno qualche venatura, qualche imperfezione nella pietra o nel taglio o nella forma che insomma... ecco... in qualche modo li affrancano dalla caratteristica kennediana. Spero. Lo spero davvero. Altrimenti significa che devo andare a prendermi un gelato.

Qualche sintomo c'era già stato qui e qui, ma adesso il fatto è conclamato... 3 pezzi nuovi uno di fila l'altro, forse sarà l'estate e la voglia di mare...

Blue Moon | orecchini in carta, orone e perle in agata blu | Handmade paper earrings with blue agate


domenica 3 giugno 2012

Annusando l'estate

Weekend non caldissimo ma estivo nei modi, nei silenzi del dopopranzo, nelle magliette improvvisamente troppo pesanti e negli zinziluli delle rondini (ho controllato, fanno sto' verso qua... zinzilulare, semplice a sentirlo detto da loro rondini, fantascienza a scriverlo. Se lo sarà inventato un Manzoni o un Pascoli in un momento di tempo libero, tanto per far divertire quelli della Crusca e far piangere i bimbi delle elementari).
'Nsomma s'annusa l'estate prossima ventura che arriva a momenti. Si cercano i teli da mare e si stappano le creme protettive dell'anno prima, con la certezza che andranno ricomprate e la segreta speranza di non doverlo fare. Io ho individuato due segni inconfutabili dell'arrivo del caldo estivo:
• gatti spalmati a terra per tutta la giornata
• incomprensibile desiderio di creare cose dal gusto esotico, quasi sempre SudQualcosa

Ora, i gatti sono inamovibili stracci di pelo buttati qua e là e il SudQualcosa è sfociato in un Archeo Sud America. L'idea di base erano gli ornamenti nasali precolombiani rivisti e corretti, soprattutto semplificati ed adattati a diventare orecchini con una bella perla cilindrica di corallo bambù.
L'idea appunto... avessi trovato due e dico solo due perle come dicevo io. Niente! O tronchi megalitici da 1 metro di lunghezza o chips micragnose. Etipareva!



Ma la necessità - l'isteria di finire soprattutto - aguzza l'ingegno e la memoria, infatti mi ricordai d'avere due rondelle di howlite turchese che stavano a morì di noia in fondo alla scatola "roba blu", comprate chissà quando chissà perché.
Ma per questi orecchini chiaramente! Perfette. Neanche le avessi comprate apposta!

Inca | orecchini in carta di cotone, orone e rondelle di Howlite | cotton paper earrings with howlite beads
E non è finita qui... avevo anche un altro paio di rondelle. Sottili. Ma questo è un altro post.




domenica 6 maggio 2012

Di mare e luce

Pelle chiara e capelli rossi sono la garanzia assoluta di dolorose scottature e rognosissimi eritemi solari, di cui, fin da piccola, sono stata vittima frequente ed assidua. Non c'è protezione che tenga e l'unico sistema per non scottarmi è stare all'ombra. E a volte non basta neanche quello.
Scottature ed insolazioni epiche si sono susseguite fino alla Grande Ustione Greca del'88, quando in viaggio post maturità, presa dalla bellezza delle acque elleniche, passai un'intera giornata sulla battigia senza nessuna protezione eccezion fatta per un cappellone di paglia ed un ridicolo microtanga (all'epoca me lo potevo permettere... sob!). Febbre, pelle ustionata e brividi da disidratazione mi accompagnarono per una settimana buona, procurandomi anche esperienze extra sensoriali degne di un hippy in India.
Nonostante il dolore e le visioni, quella terra ellenica mi ha stregata e buona parte delle mie ispirazioni vien da lì, dai suoi colori, dai suoi silenzi marini, dalla vertigine dei burroni orlati di verde che precipitano verso il blu assurdo delle acque. Senza contare il fascino indiscreto dell'epica greca! Giovanotti eroici e semi nudi, che se menano come fabbri e scatenano guerre per femmine desiderate, furbissimi ed affascinanti itachesi che ingannano maghe, ninfe e divinità varie. Niente a che vedere con l'umida narrativa latina ed i suoi eroi piagnoni! Ah Enea, povero tonto svenevole come una mammoletta! Per non parlare dei fondatori dell'eterna... du' burini portatori di pecore!

L'Ellade arcaica e misteriosa mi aveva ispirato i Castalia, in questi giorni replicati in vari colori ed accostamenti, Zakynthos e la sua meravigliosa Navagio hanno dato vita a Zante (che fantasia eh?)
Delle isole greche poco conosco in realtà, il minimo sindacale per lasciarci un pezzetto di cuore e la speranza di ritornarci prima o poi. Magari con questi orecchini.

zante+earrings+paper

Cartone spesso, argento sporcato di verderame e perle irregolari di pasta di turchese. La Grecia appesa ai lobi, basta poco per sognare!

zante+earrings+paper

Sognare il sole ed il caldo... visto che anche oggi piove!

giovedì 19 gennaio 2012

Eros e Thanatos

San Valentino s'avvicina a grandi passi e ho dovuto piegare il capo alle ragioni di mercato! Che non ami troppo i cuori s'era capito da tempo, ma forse... rivisti e corretti... potrebbero anche essere interessanti.
Insomma San Valentino sia, ma a modo mio!
Eros e Thanatos mi sembrava perfetto come nome per questa parure. Direi che sembrano un frontale tra "Messico e nuvole" e San Valentino metallaro. Come al solito carta di cotone per passpartout (santa subito!), orone e teschi in howlite azzurra. 

Eros e Thanatos | orecchini e spilla in carta | earrings and pin | paper jewellery



Eros e Thanatos | orecchini in carta | paper earrings

Eros e Thanatos | spilla in carta | paper pin
Piaceranno sicuro alla Nico (vero??) e un po' meno alla Rory (vero??). Quando sistemo le foto saranno su Blomming. Quando.

mercoledì 18 gennaio 2012

Errori di progettazione

Tre giorni di iper fermento creativo. Sembro una pazza (sembro?) tra disegni, pezzi di carta, colla e dorature a vari stadi di lavorazione. Ho colonizzato ogni superficie disponibile, mi mancano solo il piano cottura e l'asse da stiro e poi ho finito casa... busserò ai dirimpettai di pianerottolo!
Per ora un bottino di 5 paia di orecchini, due spille e una collana. Qualcosa finito, qualcosa in progress e qualcosa da buttare. Già proprio da buttare...
Mannaggia che rabbia!!! Vi capita mai di avere in mente un'idea definita e nitida per un bijoux? E di realizzarla? E scoprire solo dopo che non funziona????
Ora, avendo scelto la carta come materiale d'elezione per le mie creazioni, ho sicuramente avuto a che fare con problematiche relative al materiale diverse da chi usa, ad esempio, il rame, il vetro, le resine, le paste polimeriche o che altro ne so. Problematiche che ho imparato a conoscere e a sfruttare a mio vantaggio.
Una per tutte? Il non-peso. Le mie creazioni hanno un peso (al netto delle pietre o perle varie) che oscilla intorno ai 10/15 grammi. Praticamente nulla.
Il che va benissimo per realizzare cose anche molto grandi ma leggerissime e quindi portabili senza fastidio. Va malissimo per l'equilibrio, perché non pesando nulla i vari elementi vanno forzati a rimanere in una determinata posizione e bisogna pensarci prima, in fase di progettazione, a come incastrare i pezzi e in che sequenza, se e come e dove eventualmente fare dei fori (che poi rimangono... se buchi e sbagli, butti tutto).
Insomma la fase progetto è metà del lavoro. 
Bene, ero entrata in fissa con una tal forma e una tal pietra. Queste qui a destra:



A metà della lavorazione capisco che la pietra è troppo pesante, si rischia la pendenza sbagliata. Cambio spessore della perla e opto per una rondella sottile in Howlite azzurra. Abbasso anche la posizione del perno posteriore in modo da bilanciare esattamente il peso della rondella. Assemblo il tutto e... sorpresa!
non è che pendono un po'... i piccoli bastardi si girano proprio!!! 


Non ci credete? Credeteci! Non so quale legge fisica sia colpevole di questo fenomeno ma ha tutto il mio disprezzo e sdegno!!! Non li posso smontare, posso solo sventrarli e recuperare la rondella.

Luni | carta di cotone, orone, howlite | handmade paper earrings

Chiaramente lo fanno solo se indossati! Se stanno sdraiati sono perfetti... Forse sono nati stanchi. 
Li odio, semplicemente. 

Luni | carta di cotone, orone, howlite | handmade paper earrings

Sono così innervosita che mi sto dando ai cuori. E' veramente un brutto momento, San valentino s'avvicina e bisogna darsi da fare...



domenica 9 ottobre 2011

L'ultima spiaggia

Almeno per questa stagione! Insomma niente mari esotici ne' nostrani quest'anno, ma qualche weekend al mare di casa. Qui la stagione sta andando lunghissima e ancora oggi c'erano tante persone ad approfittare dell'ultimo sole e soprattutto del ristorante sulla spiaggia. Abbiamo approfittato pure noi... clienti migratori da quasi 15 anni, a giugno e a settembre, i periodi più belli. Insomma l'ultimo weekend di mare, sole ed eritema.

prospettiva paguro
Però prima di andare ho fatto due scatti delle ultime creature nate notturne. Hanno visto la luce - elettrica - la scorsa notte e non ho resistito a immortalarle con la prima luce del giorno. Loro si chiamano coreAcore e per ora ci sono la versione azzurro-cielo-pennarello e rosa-confetto-mannaro.

coreAcore azul| paper jewellery | ciondolo in carta di cotone, doratura e perla in vetro

coreAcore pink e azul | paper jewellery | ciondoli in carta di cotone, doratura e perla in vetro

coreAcore pink  | paper jewellery | ciondolo in carta di cotone, doratura e perla in vetro
Il cuore non è proprio la mia forma preferita (insieme ad orsetti, farfalline, bamboline, fiocchetti, bimbi e altre amenità appiccicose e zuccherine) ma sghembo e un po' sbronzo diventa quasi accettabile. Eppoi diciamocelo, ho circa 1 etto di cuori di vetro di varie forme e dimensioni frutto di smontaggi vari e questo mi sembrava una delle applicazioni meno melense. Spero. Ditemelo.

Perla perlina la notte si avvicina:


6 - E poi facciamo mettere il palchè in tutta casa   
un pavimento normale no?

martedì 4 ottobre 2011

Gli acciacchi dell’età

Oh, non fai in tempo a fare gli anni che ti presentano il conto! Quasi quasi pensavo di avere tatuata da qualche parte la data di scadenza, tipo il latte a lunga (magari!) conservazione o la passata di pomodoro. Non è che sei proprio da buttare, ma poco ci manca. Niente di che, mi sono semplicemente scartavetrata la cornea con un non meglio identificato “corpo estraneo” che ha deciso di entrare in collisione con il mio bulbo oculare e gentilmente incastrsi sotto la palpebra. Il resto è dolore e nuove, meravigliose parolacce.
Questo subito dopo che Mimì la Rossa, aveva deciso di farsi venire una dermatite talmente violenta e purulenta che il vet aveva ipotizzato addirittura un tumore cutaneo. E lì ho perso altri 6/7 mesi di vita. Fortunatamente era un falso allarme e l’unico effetto collaterale è una bella chiazza di pelle rosa e senza pelo.
Per farla breve, vacanza forzata dal computer, e quindi adesso mi devo rimettere in paro con tutti i vostri post che, già visto, sono stati tantissimi e interessanti. Non vi si può lasciare sole un attimo eh? Io per l’intanto, ho fatto un sacco di cose nuove e molte foto, di cui mostro qualcosa!

Lui è stato l’ultimo nato della serie Quilled Simply Paper, un pendente in carta arrotolata con gocce di mezzi cristalli e laccio scamosciato in tinta. Non ho fatto in tempo a finirlo che era già venduto, sono riuscita a fotografarlo che già pende al collo di una bella fanciulla. Che non è quella nella foto... infatti sono io.


Rain Drops | pendente | quilled paper pendant

Rain Drops | pendente | quilled paper pendant

Rain Drops | pendente | quilled paper pendant

E qui vi sfido... un cadeau di compleanno è stato un vassoio esagerato di frutta* veramente esotica... Visto che frutti particolari? La Carmen Miranda dei gatti! Le mancavano le ciliege alle orecchie, ma solo perchè non è stagione!!!!
Me ne sono accorta dopo un’oretta che stava lì a controllare, assolutamente mimetica! Vabbè, non aveva il cappello vegetale, ma poco ci mancava!





*fino ai 35 anni non avevo mai ricevuto cesti di frutta, per i 45 che mi regaleranno??? Un apparecchio per l’aerosol? Un paio di canadesi? Oddio se sono un paio di belle guardie in giacca rossa e cappello, quasi quasi...



sabato 29 maggio 2010

Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro per me

Magari fosse davvero azzurro! Niente, anche oggi sole alla mattina e nuvole a mezzogiorno che preparano il monsone del pomeriggio. Quest'anno o mi viene la depressione da pioggia o mi crescono le branchie. Mi consolo con l'azzurro della carta, mancando quello del cielo.

Gli, ormai tipici per me, conetti di carta arrotolata con delle gocce di vetro (?) o pietra dura (?) che avevo comprato nel solito raptus da gazza ladra. Non so davvero che pietra sia, sempre che sia pietra dura. Bho. Però mi piace quella loro strana iridiscenza.



Queste invece, sono delle perline di papier machè di recupero. Nel senso che sono ancora quelle della maledetta pappa rosa che continuano ad avanzarmi. Giuro che adesso le butto.




E questi ultimi sono una new entry. Rimettendo a posto i miei cassetti infiniti, ho ritrovato una stranissima carta metallizzata, comprata per il layout di un catalogo di creme viso. Chiaramente il cliente ha detto di no e il campione di carta è finito nel fondo del magico cassetto.
E' abbastanza spessa e morbida da poter essere sbalzata, tipo le lastrine di rame. E allora spirali come primo esperimento.
L'unico problema è che, essendo carta metallizzata, il lucido protettivo si asciuga in circa 2 ere geologiche, ma se non ce lo passo, la superficie si riga.
Con un po' di abbronzatura dovrebbero andare bene, adesso con il colorito al neon sbattono un pochetto.




Sole! Sole! Sole! Ma quando arrivi?