venerdì 3 febbraio 2012

E' successo... nevica

Tutte le mie speranze di non-neve sono naufragate in un bianco mare di fiocchi. Si, davvero speravo che non nevicasse. In città la neve non va bene, è carina per i primi 15 minuti, poi diventa un'infame poltiglia grigia e ghiacciata, i mezzi pubblici si fermano, le vecchine scivolano sbricilandosi i femori, la città si paralizza. Sono contenti solo i bambini, tonti.
Magari città nordiche sono attrezzate, ma qui a Roma quando nevica è il panico. Per le prime ore ci sentiamo inseriti nel circuito delle grandi capitali europee, con i tombini che esalano vapore e questa lieve coltre bianca che fa apparire tutto pulito e nuovo. Tutti si scoprono fotografi professionisti del fiocco ghiacciato (anche io eh!) e qualcuno esce dall'ufficio a fare 4 scatti. Magari in mocassini. E magari lascia sul ghiaccio qualche reperto dentale. Si sa che il rosso sangue fa un bell'effetto sul bianco neve.
Poi le ore passano e la bella coltre bianca si trasforma nel mostro grigio del pantano (in italiano: palude, territorio fangoso e con acqua ferma), i radiatori delle auto si crepano e se l'impianto di riscaldamento si deve rompere lo farà sicuramente di notte intorno ai -5°. L'infame poltiglia nel frattempo si ghiaccia e l'indomani mattina siamo tutti allegramente bloccati a casa visto che a queste latitudini nessuno ha nel portabagagli le catene da neve e chi le ha non le ha mai montate. Qualcuno bussa al dirimpettaio anziano che, avendo assistito alla storica nevicata del '56, ha un minimo di esperienza nel settore.
Personalmente ho assistito alla nevicata del '85 e con quei pochi centimetri di neve c'era gente che aveva tirato fuori gli sci. Orribile. Nel 2007 ci fu una semi-forma di nevicata miseramente sciolta nell'arco di una mezz'ora di cui fui sconosciuta e sciagurata protagonista... come leggerete se avrete abbastanza pazienza e coraggio...


Il racconto fu scritto nei giorni immediatamente successivi all'avvenimento e noto, solo ora, che anche in quel frangente era di venerdì. Un venerdì di fine gennaio 2007.

Natura Matrigna
Dunque, dunque… venerdì scorso… venerdì gennaiolo e ghiacciato.
Mi sveglio con l’impellente necessità di acquistare n. 2 mensole di abete chiaro da sistemare sopra la scrivania. Capita mai di svegliarti con ste’ voglie da donna incinta? A me capita spesso. Mi prendono queste smanie da esaudire entro la giornata, con l’impellenza da giudizio universale, la sensazione di “ora o mai più” pena collisioni astrali, invasioni aliene o attacchi di acne senile.
Devo devo DEVO avere entro la giornata le due mensole!!!!!!!!!!!
Due belle mensole da riempire immediatamente con i tre chili di cd che per ora sonnecchiano per terra in compagnia di manuali/riviste/frattaglie di computer che stanno sostituendo la texture del pavimento.
Ok, piano d’azione: pagine gialle – bricofer/legnpront/faidate più vicino – andare – acquistare n. 2 mensole 80x25 – tornare a casa – passare 2 mani canoniche di mordente – trapanare la parete scelta per il martirio con 23 buchi per mettere 4 stop – incazzarsi – stuccare i 19 buchi di troppo – fare qualche altro buco – fissare le mensole – constatare l’indubbia stortezza di una delle due mensole (di solito la seconda) – riempirle con i cd+riviste nella speranza di dissimulare l’asimmetria – farsi un tazzone fumante di nescafè – posizionarsi sulla sedia ad ammirare con aria rapita la propria fatica abete su bianco parete.
Approvato! Ndo’ sta’ il bricofer/legnpront/faidate più vicino? Sulla Nomentana vicino allo svincolo per il raccordo.
Che fortuna – penso mentre sfoglio tuttocittà – Se taglio per il parco dell'oasi WWF  ci metto un attimo e mi faccio pure una bella passeggiata nel verde. Massssì a piedi (anfibiati) nel parco! Yeah!
Tutta pimpante, me ne esco e imbocco la strada del bosco manco fossi cappuccetto rosso in vena di incontri sadomaso con il lupo.
Che bella la campagna di questo periodo! La mattina, impigliate tra i cespugli, permangono strie di nebbiolina che imperlano le bacche di rosa canina mentre il ghiaccio sbrilluccica ai raggi di sole che s’affaccia tra le nuvole orlate di cremisi. Faccio pure ciao ciao alle pecore di un gregge sentendomi molto Heidi mentre il cane pastore mi ringhia simpaticamente la sua intenzione di masticarmi un malleolo. Ma nulla, proprio nulla può turbare la gioia immensa che mi pervade nel pieno dell’agro romano mentre mi avvicino passo dopo passo all’oggetto del mio desiderio: MENSOLE!

Cammina cammina… eccolo il bricostore dei miei sogni! Un bel capannone bianco/rosso con tanto di logotipo castorino con tuta da metalmeccanico dipinto sulla paretona esterna.
Dio come amo sti’ posti! Sanno di legno appena tagliato, con parsec di scaffali pieni di viti, chiodi, chiodini, brucole, cacciaviti, trapani, cavalletti, minuteria metallica che su di me fanno l’effetto gazza ladra. Si, lo so che non e’ da femmine, ma a me prende così.
Mi aggiro in estasi tra gli scaffali e (oltre alle agognate mensole) prendo anche qualche etto di stop, un paio di metri di filo elettrico tripolare (non si sa mai dovesse servire), un cacciavite rosso e una scatola gigante di chiodi assortiti.  Il tutto pesucchia, ma non me ne curo, tanto adesso ci ho le mensole! Ma che mi frega del mondo!
Pago, esco e… porca puzzola! Il tempo nel frattempo è cambiato anzichenò. Il cielo, bello compatto d’un bianco solido, da tempera lavabile per esterni. Un venticello teso, freddo e secco, di quelli che ti ghiacciano le pupille e ti disseccano all’istante, tipo mummietta andina.
Ma io ci ho le mensole, che mi frega! Mi metto le cuffie, carico in blocco gli Mp3 della sig.ra Amos Tori, imbraccio le mensole e mi rincammino tra i prati sul sentiero di casa con l’aria baldanzosa del cavalier che va all’impresa. (No, non lui)
Anche senza sole tutta questa natura è bella, anzi più bella, il vento ha spazzato via le ultime brume e l’aria secca fa acquistare a tutto maggiore nitore, forse Dio ha aumentato i dpi mentre scavavo tra la minuteria! Anche lui si diletta con Photoshop… un bel filtro “contrasto”, un’aggiustata al livello saturazione e via andar…

Trasportata dalla voce un po’ roca della roscia cantante mi sento quasi spaesata, come se vedessi il mondo per la prima volta o ne vedessi un aspetto presente ma sconosciuto ed invisibile fino ad ora.
Questo cielo! Incombente ma immenso, così spietatamente bianco, lattiginoso ma netto, luminoso e spento al contempo, bianco bianco bianco.
Bianco come alabastro traslucido, bianco lattiginoso d’aria rappresa…
Bianco come… ma che è sta roba che vien giù? Pare polline dei tigli, ma non è un po’ presto per il polline????
O cacchio, è neve!
Sta nevicando!
Sta nevicando a Roma!
Sta nevicando a Roma ed io sono in mezzo a prati verdi e brulè a godermi lo spettacolo con buona musica nelle orecchie e una bella dose di contentezza che mi ronfa nell’anima.

Non cammino, svolazzo a 5 cm da terra e mi sento un elfo cretino pronto a graziare il mondo per la sua stupidità. Tutti voi siete in ufficio a bestemmiare davanti ad un monitor, mentre io son qui, nel silenzio rarefatto delle esperienze mistiche. Oddio, è spettacolare, acqua solida che scende planando da una madre immensa che abbraccia l’orizzonte. Si posa e permane sull’erba e sui solchi marroni aperti come morbide ferite. Ed io son qui, forse l’unico umano nell’arco di 50Km a godersi questa prima senza repliche con tanto di colonna sonora. Che figata!

Nel bel mezzo di “1000 oceans” la voce di Tori si fa’ un po’ più roca… troppo roca, poi strascicata, sofferente, lenta… ma che… maledetti elfi! Mi avete fregato, non erano monete d’oro, ma solo foglie secche! L’incanto si frantuma in un nanosecondo.
Tiro fuori il lettore, bestemmiando le pile che si scaricano sempre sul più bello e… orrore… non sono le pile. Il display, notoriamente a cristalli liquidi, si è fatto solido. Si è congelato, ma nel vero senso della parola. Frizzato, immobile, con le lettere smangiucchiate nella fissità eterna del ghiaccio. Tanti aguzzi crudeli che avanzano dagli angoli verso il centro grigioverde con lentezza inesorabile e tenace.
Accidenti, accidenti e ancora accidenti! Getto intorno a me uno sguardo da basilisco inceneritore e con vago senso di inquietudine mi rendo conto che l’incantevole paesaggio di cui sopra non c’è più. Si è sciolto. O meglio, la neve non riesce ad attecchire e si scioglie in una melassa maron tutt’uno con l’erba. Una palude stigia in bilico tra il congelamento e il nevischio con la consistenza di un pappone per cani. Un polpettone in cui sto affondando fino alle caviglie! Mi si sta congelando anche il cervello!!!!!

Penso che Leopardi avesse ragione. Natura materna che quando meno te lo aspetti diventa matrigna. Dove è finita tutta quella poesia biologica che mi circondava fino ad un attimo fa? Sono piombata in una trappola cementificatizia di terra e vegetali con due assi di legno che iniziano a segarmi le dita e lo zaino pieno di ferramenta assortita che con sinergico tempismo agevola l’affondamento nella melma. Nel centro geografico del parco, senza uno straccio di umanità all’orizzonte – chi cazzo va in giro co’ sto tempo?????

Riprendo il cammino. Tiro su il piede per fare il primo passo e capisco di essermi fermata un minuto di troppo, sprofondando nella melma.
Un rumore di risucchio denso, da gola di affogato, mi avvolge l’anfibio. Ad occhi chiusi (l’orrore non lo si può guardare ad occhi spalancati) sento nitidamente un rivolo di fredda densità che penetra tra il cuoio e il calzino.
Morirò qui. Mi congelerò e mi ritroveranno al disgelo di primavera come Ozi, la mummia alpina del paleolitico inferiore. Una mummia surgelata con due mensole sotto braccio e tre chili di ferramenta nello zaino.

Deglutisco tra lo schifo e l’orrore. Penso che sia poco elegante morire così. Coraggio, prima il piede destro, poi il sinistro, ce la puoi fare. Ce la faccio, ce la sto facendo. Avanzo nel pappone ghiacciato con la grazia di una medusa spiaggiata, praticamente mi trascino nella guazza facendo versi da muflone braccato dai lupi.

Il fiato mi si gela ancora prima di uscire dalle labbra, inizio a non sentire più le dita delle mani, quelle dei piedi non le sento già da un po’. Mollo le mensole? Disperdo i chiodi per togliere un po’ di zavorra? Affanno. Fiatone. Nuvole di condensa davanti alla faccia. Fiocchi sempre più fitti e grossi che continuano a scendere. Inizio a lacrimare, non so se per il freddo tagliente o per la disperazione. Ogni passo una fatica mostruosa, ormai al posto degli anfibi ho un paio di galosce di fango cementificato da 3 chili l’una. Dei doposci organici che mi avvolgono tenacemente le caviglie. Mi pare di aver visto anche un lombrico nella mappazza, ma non voglio accertarmene.
Che posso fare? Mi metto ad urlare nella speranza che qualcuno mi senta? Mollo ste mensole? Nooooo, non posso, ma pesano, dio quanto pesano.
Inizio ad avere una sensazione di stordimento. Iperventilazione? Le prime avvisaglie del congelamento? Allucinazioni?
No, no, non è un’allucinazione! E’ la strada! Eccola, la strada sotto casa, il caro asfalto senza fango ne’ erba scivolosa. Devo solo fare gli ultimi passi e poi sono salva!!!!
Guadagno il marciapiede con la foga di un naufrago che sente sotto i piedi la solidità della spiaggia. Ho i polmoni che mi fanno male dallo sforzo ma ce l’ho fatta. Io, le mensole e la ferraglia sulle spalle.
Grande! Fanculo mondo! Sono tornata a casa! Ragazzi che venerdì mattina…

Adesso ho due bellissime mensole (di cui la seconda storta) attaccate al muro. Sono già piene di cd e penso di doverne comprare altre due almeno ma aspetterò una giornata di sole.


Il parco è lo stesso, cambia solo la data.

giovedì 2 febbraio 2012

Freddo infame e buone azioni

Oggi niente creazioni da mostrare, troppo buio+pioggia per fare anche solo uno straccio di foto. Spero solo di riuscire a fotografare le molteplici ultime creazioni che sto sfornando per l'Happy Sunday market di domenica prossima. Il 5. Domenica 5 Febbraio. A Roma. Qui a Roma dentro Lanificio Factory. Via di Pietralata. Tutto chiaro no? Ok.
Passiamo alle cose serie, molto serie. Fa freddo, un freddo becco che ti cascano le orecchie se provi ad uscire senza 2/3 strati di sciarpe e cappelli. Ora, vista la temperatura esterna, vogliamo innalzare almeno quella interna con qualcosa che possa scaldarci il cuore?
Ad esempio una buona azione per i 4zampe meno fortunati di quelli che impelano i nostri divani e rosicchiano le nostre pantofole! Oltre che a scaldarci il cuore, una buona azione pro-animal, potrebbe salvare dal gelo qualche peloso o fargli mettere qualcosa sotto i denti. Il che non sarebbe male. Nel negozio di cibo per animali dove vado a fare spese, ci sono sempre dei cestoni per la raccolta di cibo ed altro per vari rifugi, colonie e canili. Anche se le mie finanze assomigliano a quelle di uno stato africano cerco sempre di lasciare qualcosa. Anche se poco è sempre meglio di niente... il niente non si mangia, non scalda e non è neanche divertente.
Detto tutto questo, vi ricordate di Macchia? Questa batuffola qua sotto:



Cerca sempre una casa. Giada (Country Ideas) avrà presto problemi di sovraffollamento canino e bisogna trovare una sistemazione definitiva alla piccola. Io continuo a rompere un po' a tutti, meccanico compreso, voi fate altrettanto. In fondo un post non costa nulla ma può regalare una chance alla cucciola. Da Giada tutte le info per Macchietta.

Basta cani, ora tocca ai gatti! I miei adorati felini con gli zampetti di velluto e la pancia pelosa fatta della fuffa degli angeli... Siete in cerca di un amico felino con cui condividere il divano (e il letto, le sedie, lo zerbino, la tavola, l'armadio, la scarpiera, il balcone e il soppalco)?
Allora da I Mici di Lory troverete sicuramente la vostra anima gemella. Certo, con dei baffi meravigliosi e una codina flessuosa, ma sicuramente anima gemella!
Arrivi giornalieri, garantiti e vaccinati, per tutti i gusti, di tutte le taglie! Scegli da I Mici di Lory il micioamico perfetto per te, lo troverai di certo. E se non stai cercando, passa parola! Anzi, passa parola uguale!
Questa, ad esempio, è Giada... simil norvegese, cucciolosissima in cerca di casa e amore. Che ne dite?



Ci vediamo Domenica all'Happy Sunday Market

Domenica 5 febbraio, saremo (io+fidanzo in appoggio) all'Happy Sunday Market per festeggiare insieme il carnevale, San Valentino e tanto altro. Non sarà il gelo a fermarci, non sarà la neve annunciata a farci desistere, non sarà il vento di tramontana gelata a farci cambiare idea... tanto siamo dentro al Lanificio Factory!


Che fate... venite a trovarci? Vi aspettiamo con la nuova collezione Love creata apposta per SanVal!
Solo pezzi unici per festeggiare l'unico amore!!!

lunedì 30 gennaio 2012

Gemelli diversi

I cuori sono finiti. Tranquille. Da bravi cuori migratori si sono spostati, raggiungendo al loro naturale posizione di vendita, su Blomming. Collezione Love. Che fantasia eh?
Oggi sono sul devastato andante, dovevo fare un megamilione di cose in questo weekend, ma ci siamo un po' trascinati dal lettone al divano e ritorno e alla fine invece di essere riposata mi sento rincitrullita ed ovattata.
Dovevo sistemate il cassettone dei maglioni (no), dovevo fare 1/2 lavatrici e stenderle (no), dovevo cambiare la biancheria di casa (no), sistemare i miei cassetti delle creme/trucchi (si), ordinare il puro delirio del mio tavolo da lavoro (no), aspirapolverare tutta casa (no).
Una perfetta donna di casa... da sposare! Si, con qualcun altro...
Basta rattristarsi, passiamo alle cose divertenti!
Oggi presento un altro paio di orecchini asimmetrici (con attacco di fastidio del fidanzo simmetrico) dopo i Reverse. A proposito, è in dirittura d'arrivo una seconda versione! Loro, i Reverse, si sono involati in un attimo.
Dicevamo, secondo esperimento di orecchini asimmetrici... Gemelli Diversi. Tutti giocati sull'alternanza di forme, ovale/rettangolare, sfera/tronco di piramide. Fino a quando non la finisco (ci siamo quasi eh) carta di cotone per passepartout, orone, doratura e perle di... qualcosa di nero. Alcune sono sicuramente pasta di vetro, altre sicuramente una qualche pietra di cui ignoro nome/provenienza/perché/percome.

Gemelli Diversi | Orecchini di carta | Paper earrings

Gemelli Diversi | Orecchini di carta | Paper earrings
Tra le varie cose da fare ci sarebbe anche "prendere un po' di sole" e scacciare quel fantastico colorito da cripta benedettina che sta iniziando ad abitare in pianta stabile sulla mia faccia. Un lichene sembra più sano! Uffa!
Purtroppo secondo le previsioni meteo, sul finire della settimana il gelo arriva anche qui, con - dicono - punte di -8°. Il che mi terrorizza... essendo la sottoscritta un animale estivo con temperatura corporea degna di una lucertola. Sono come il vino rosso, a temperatura ambiente! Non riesco a sviluppare calore di mio, quindi quando la temperatura cala sotto i 20° patisco, m'infagotto, stratifico lane, mi lagno senza vergogna alcuna.
Senza contare che poi mi vien il magone se penso a tutti i clochard, sempre di più, a tutti i randagi, cani e gatti, a tutti quei pelosi che sono nei rifugi ma con sempre meno risorse e disponibilità economica. Buuuaaaa!!!
Inverni si, ma con moderazione! E che diavolo!

Niente oggi scivolo sul drammatico. Per ritirar su il morale, mi espongo al pubblico ludibrio facendo vedere il mio "spazio di lavoro". Qualcuna è stata ingannata da un precedente post, dove decantavo il mio ordine maniacale. Si, sono iper-ordinata ma solo per 3 cose, il resto è caos ed entropia, delirio puro e distillato di disordine assoluto. Vedere per credere:

Delirio con gatto | Caos with cat

Delirio e basta | Only caos

sabato 28 gennaio 2012

Attacco di cuori

Dai, su ancora un piccolo sforzo e ne usciamo da sto' tunnel dell'ammmore. Ancora due pezzi ed è fatta, poi giuro che smetto, ne va della mia reputazione più che altro.
Premetto che sto facendo un po' di confusione con gli scatti, perché ne ho rifatti alcuni che non mi piacevano ma di carta-gioielli già fatti e finiti, sicchè la consecutio è andata a farsi friggere. Poco male, tanto si tratta sempre delle stesse cose, anzi no. Udite udite, niente orecchini. Vero.
Non ci credete? Credeteci, ecco qua:

Oh-My-Love, spilla in carta di cotone, orone e mezzo cristallo rosso. Visto? Niente orecchini, ma una bella spilla cardiaca. Il mezzo cristallo è pure 3D! Scusate eh, adesso che pure la réclame della carta igienica è 3D che non si possono fare le spille 3D??? Comunque è 3D nel senso che è fissato (il perlozzo) alla spilla, ma emerge dalla sua piattezza bidimensionale. Vabbè mi son capita da me.

Oh-My-Love | spilla in carta di cotone | paper pin

Oh-My-Love | spilla in carta di cotone | paper pin
E per finire, ma soprattutto per togliersi il pensiero e finire i pezzi sanvalentiniani, una collana tutta tempestata di cuori e ammmoooori. TreeInOne, tre in uno. Dovete dirgli che fra 9 mesi sarete in tre? Perfetta! Dovete dirgli che oltre a lui c'è un altro? Perfetta pure per questo. Non è vero!!! E' venuta fuori a tre cuori per un mio errore di calcolo nei bilanciamenti (e te pareva) per cui ho dovuto aggiungere la perla di vetro per "cadere" bene il ciondolo.

TreeInOne | collana in carta e perla di vetro | paper and glass necklace

TreeInOne | collana in carta e perla di vetro | paper and glass necklace

E con questo dichiaro chiusa la produzione dei pezzi con presenza di cuori. Almeno fino al prossimo anno!

Ma qualcuna ha letto il commento che ha fatto l'AmorMio al post del ventennale???? No, scusate, perché secondo la SUA versione, la storia non è proprio andata come dico io. Ok, LB era una gran bella fanciulla, io avevo un cappello di paglia ed effettivamente l'AmorMio si sgraffignava la mia colazione, ma tutto questo è ininfluente. E la mia versione è quella corretta. Punto.

venerdì 27 gennaio 2012

7305 giorni... ossia 20 anni

Oggi, proprio oggi, io ed il fidanzo festeggiamo il 20esimo anniversario. E non sto parlando di mesi... sono anni.


Lui, il fidanzo, ama ripetere che per l'omicidio la pena è di 18 anni e che quindi lui sta scontando una pena aggiuntiva già da 2 anni. Dice, parla, chiacchiera, fa la linguaccia mentre scrivo questo post... quanto è scemo, povero amore mio.
Per dovere di cronaca la data dei festeggiamenti è falsa, o meglio fu decisa a tavolino in quanto scivolammo dalla condizione di "amici" a quella di "fidanzati" in un momento imprecisato di fine gennaio. Non ricordiamo bene la data.
Per altrettanto dovere di cronaca, però, mi ricordo perfettamente quando e come e dove lo incontrai la prima volta. E dico incontrai e non vidi perché non lo notai assolutamente per almeno due/tre incontri e non perché fosse insignificante. Le cose andarono in modo diverso, andarono così.

Agosto 1991, vacanza in Sicilia, gruppo di amici/conoscenti molto ingarbugliato. Io arrivo per ultima insieme al fidanzato del momento (che non ero riuscita a lasciare PRIMA di partire, nonostante i numerosi tentativi) il quale era anche il migliore amico della mia migliore amica. La mia migliore amica aveva una sorella tanto figa quanto bastarda e il piacere nell'averla accanto era paragonabile al piacere che si può provare indossando delle mutande d'ortica.
Uno dei passatempi preferiti di questa sorella figa/bastarda (che per comodità chiameremo LB, LaBastada) era "conquistare" maschi e poi abbandonarli.
Wow! Una femmina emancipata e disinibita, senza tante sovrastrutture mentali e clichè educativi, direte voi. No, una stronza pura vi dico io e dovete credermi.
Insomma fatto sta che appena arrivata faccio il giro di saluti tra amici e poi qualcuno mi dice: "vai a salutare LB che sta lì sul materassino con il suo fidanzato pomeridiano". Piuttosto mi chiudo un dito in una porta... ma per educazione vado... a nuoto fino al materassino.
LB mi saluta come se fosse la regina d'Inghilterra che concede udienza ad un'orfanella bagnata e si gira dall'altra parte. Affoga, brutta mer - sorridi - da. Accanto a lei c'era LUI, l'AmorMio, ma per il momento era solo l'ultimo trofeo pubico della tipa, quindi stima pari a 0,000000000001. Un altro scemo che c'era cascato. Fine lì.
Poi il destino volle che io e il mio (ex) fidanzato piantassimo la tenda accanto a quella del mio (futuro) fidanzato. Ma non accade nulla.
Poi sempre il destino volle che io riuscissi a caricare il mio - ormai - ex fidanzato sul traghetto, ma purtroppo era anche lo stesso traghetto con cui stava partendo il mio (futuro) fidanzato.*
Alla fine il destino si mise d'impegno e ci fece rincontrare a Roma. Ma LB era sempre lì a giocare a tira-e-molla con il poveretto e lo faceva con un tale raccapricciante sadismo e stronzaggine che, in una notte insonne con loro che amoreggiavano nella stanza accanto, decisi che avrei fatto di tutto per sfilare a LB il suo trofeo pubico.
E ci riuscii. Oh se ci riuscii! Ah ah ah! E lui divenne l'AmorMio, il mio migliore amico, il mio sprone e la mia palla al piede, il mio tutto.

Epilogo. Oggi festeggiamo 20 anni dal momento, incosciente, in cui ci siamo scelti. Abbiamo litigato e fatto pace, ci siamo sfidanzati e rimessi insieme, allontanati e riscoperti, abbiamo discusso, parlato, progettato. Ci sono stati problemi e soluzioni, odi e amori, incomprensioni e complicità in un'occhiata, bronci e sorrisi, confessioni e silenzi. C'è spazio e tempo per un sacco di cose in 20 anni!
Vediamo che succede nei prossimi 20!

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*Questa cosa del traghetto va spiegata perché fu surreale. Benché ci fossimo lasciati, io e il mio ex fidanzato, dovevamo ripartire assieme avendo acquistato i biglietti di andata/ritorno, quindi smontammo la tenda, facemmo gli zaini e ci mettemmo in fila sul molo in attesa d'imbarcarci. Muti, fianco a fianco. La fila scorreva e  aspettai che lui mettesse tutti e due i suoi piedoni targati 45 sulla nave e che l'addetto gli vidimasse il biglietto. Gli tirai una manica per farlo girare e lo guardai negli occhi. Lui, poretto, era straconvinto che io lo implorassi di rimetterci insieme, io invece lo guardai e gli dissi:
"Ciccio, scusa eh, che mi passi il mio sacco a pelo che c'hai nello zaino?"
"?"
"Ok, grazie. Ah, scusa, io non parto. Ciao!"
E scappai. Mi feci di corsa tutta il molo, la salita fino al paesetto e la curva per arrivare al baretto, dove mi gustai la partenza del traghetto mangiando una meravigliosa granita di fichi. Gli feci anche ciao-ciao con la manina.

giovedì 26 gennaio 2012

Giochi, premi e ricchi cotillon!

Ah! Sono stata premiata! Sul serio! Io proprio io! E visto che ultimamente il destino, o chi per lui, si sta sollazzando con i miei più reconditi sentimenti, sono stata premiata da Bliblila, blogger e creativa di bijoux ma soprattutto illustratrice. E mica illustratrice qualsiasi, no, ma illustratrice per l'infanzia come lo ero io e come pure la Luisa che mi ha "beccato" qualche giorno fa dopo 15 anni di lontananza.
Che dire... "Una coincidenza è una coincidenza; due coincidenze sono un indizio; tre coincidenze rassomigliano ad una prova". Ecco, ho la prova che il destino sta facendo degli esperimenti.
Ma andiamo per ordine, il premio eh che diavolo!



Cito testualmente: La consegna del premio comprende anche la partecipazione al gioco.
Ecco le regole: raccontare 7 cose su di me e poi passare il premio ad altri 15 blog!

Allora iniziamo da quelle facili, 7 cose su di me...
1 - sono profondamente insicura del mio aspetto ed entro in crisi appena metto su 5 grammi di peso o scopro una nuova ruga.
2 - mi diverto tantissimo a scrivere cose cinicamente ridicole.
3 - come super potere vorrei conoscere tutte le lingue del mondo.
4 - sono una procrastinatrice professionista.
5 - non mi piacciono la pasta, la pizza, le cose fritte, gli insaccati. Ma ho la cittadinanza italiana lo stesso.
6 - ho avuto parecchia sfortuna nel lavoro e nella realizzazione professionale, ma ho trovato il *vero amore* della mia vita.
7 - amo il mare, alla follia.

Ok, adesso passiamo alla fase 2. No, niente tasse, tranquille! 15 blogger a cui passare il testimone.


Sono solo 10, ma sono le migliori!