lunedì 17 febbraio 2014

Calligrafia e nuovi progetti

Premessa: quando si parla di calligrafia (dal greco καλòς calòs "bello" e γραφία graphìa "scrittura"), si parla di scrittura ornamentale. Il termine calligrafia contiene già il concetto di bello, sicchè ogni volta che qualcuno/a recita la seguente frase: "che bella calligrafia", a me scatta l'attacco epilettico, il quale, risveglia la mia terza personalità (quella della maestrina dalla penna rossa) ed inizio a puntualizzare sul corretto uso del termine fino al totale sfinimento del pronunciatore di frase errata. Sicchè l'argomento risulta spinoso! :D
A parte le mie personalissime fissazioni, l'argomento calligrafia si sta rivelando un trend, soprattutto in accoppiata con il supporto ardesia nera o pietra di Lavagna che dir si voglia. Dopo il restyling dell'anticucina, ho continuato a scribacchiare frasi tonte con svolazzi ed alternanza di font, prima a pennello poi a pennino per una questione di dimensioni. Metà di pennini "antichi" ossia risalenti agli anni dell'IED erano preda di ruggine, l'altra metà era inservibile perchè mal conservati. Ne avevo un po' in acciaio tra quelli lasciati dalla zia pittrice, che a dispetto della vera antichità, si sono rivelati ancora perfettamente funzionanti. Scrivere con la penna stilografica è una passeggiata di salute rispetto a scrivere con il pennino e scrivere con il pennino calligrafico è ancora meno divertente. Ma una volta presa la mano e visti i primi risultati la cosa si fa entusiasmente! Almeno per me... mi diverto così.
Tra pennello sottile, pennini e biacca, ho sperimentato un po' su formati diversi e più piccoli, su carta e cartoncino, prima di provare a realizzare qualcosa di più finito e concreto. E, decisamente importante, a tirar giù delle frasi degne di questo nome. Rubacchiato al Sig. Shakespeare ad al Sig. Anonimo, ma non penso ne avranno a male.

Calligraphy | Love All | Gouache Paint
Ugnuno in un formato diverso, dal più piccino di 18x24 cm al medio di 21x30cm al più grande di 40x30cm sono tutti montati su cornice laccata bianca con vetro-non-vetro anti riflesso. Mi piace l'alternanza bianco/nero/bianco.

giovedì 13 febbraio 2014

Birds_01 | Una Rondine Non Fa Primavera

L'acquisto della light box è stato provvidenziale... a far tornare il sole! Ahahaha!!!
Un po' come l'accensione della sigaretta alla fermata del bus o similaria. Vabbè, fatto sta che a due giorni dalla consegna della suddetta light box, le nuvole si sono diradate ed il sole ha finalmente deciso di farsi vedere.
Ok, ho ripiegato il set ed ho scattato al naturale, come il tonno.

Già visti, i Una Rondine Non Fa Primavera sono i primi della mini collezione Arabesque Linear, sottocategoria Birds. Per ora pennuti, poi si vedrà dove andranno a parare le lame.

Una Rondine non fa primavera | orecchini di carta ed orone | One Swallow does not make a summer | paper and imitation gold earrings

Bei pandelloni, essi misurano in diametro 5cm, e sulla stessa misura/forma si svilupperà l'intera mini collezione. Sì, certo che ci saranno delle eccezioni, sennò che diavolo di regola sarebbe?

Una Rondine non fa primavera | orecchini di carta ed orone | One Swallow does not make a summer | paper and imitation gold earrings
Niente pietre, niente perle, la sola nuda bellezza della carta intagliata. Be' sì... protetta e verniciata.

martedì 11 febbraio 2014

L'acquisto causa pioggia

Non è un gommone, ne' un deumidificatore, ne' delle galosce (anche se in effetti...), ne' tantomeno un ombrello. Dopo 15 giorni di - quasi - ininterrotta pioggia mi si sta annacquando il cervello, il che è il male minore visto quello che sta accadendo a questa povera penisola sfregiata e violata da asfalto e cemento a sproposito. Qui nella capitale (minuscola, sì sì) le strade asfaltate sono un ricordo dei tempi che furono, quando - si dice - al posto delle buche c'erano strade percorribili, marciapiedi passeggiabili, giardini e parchi pubblici fruibili anche senza canoa. Mai ci fu un Gennaio/Febbraio così zuppo, buio, tristo ed umido!
ll tasso di umidità è talmente alto che per gli ultimi pezzi creati ho dovuto asciugare la vernice protettiva con il phon. Ovvio che in queste condizione sperare di fare qualche foto usando la luce naturale è pura utopia e per me che detesto scattare con luce artificiale è una disdetta.
L'alternativa è l'attesa che ci sia la luce giusta ma visto l'andazzo potrei aspettare fino a giugno. Impossibile.
Alla fine ho ceduto al fascino di Amazon ed ho comprato Lui: il set fotografico. Richiudibile, trasportabile, con 4 fondali di colori diversi, 2 faretti e stand per macchinetta fotografica. Un cubo di 60x60cm con le pareti ad effetto diffusore. Lui è la versione semi-seria di uno artigianale che mi ero costruita con una scatola cubica e dei fogli pesanti di carta da ricalco, povero... morì per combustione alogena.

Light Box Set aperto ed illuminato con i faretti a lutto
 Allora, sono ancora in fase sperimentativa sia per il set, sia per l'ambientazione, sia per il bilanciamento del bianco che mi sta dando parecchi grattacapi. Per ora posso dire che:
• i faretti forniti sono paragonabili a dei lumini mortuari e vanno integrati con altra fonte luminosa
• i fondi forniti vanno stirati alla perfezione perchè ogni piega diventa visibilissima nello scatto
• non è possibile creare grandi scatti ambientati a causa delle dimensioni stesse del set
• i faretti non li si può tenere accesi a lungo, pena lo scioglimento
• il tutto, richiuso, è comodo e trasportabile/riponibile

martedì 4 febbraio 2014

Collane! Collane! Collane!

Poche chiacchiere che qui bisogna iniziare la produzione 2014! Togliamoci di torno gli ultimi pezzi così mi posso dedicare alle nuove creazioni.
In realtà gli esperimenti si stanno susseguendo con un certo tasso d'errore che mi sta facendo desistere da alcune strade intraprese... posso dichiarare aperta/chiusa a stretto giro la sperimentazione con la decorazione svedese, altrettanto rapidamente è naufragata quella su carta da ricalco (io la chiamo carta da ingegnere. Perchè? Bho...) e non metterò più mano alla mascherina liquida a pennello.
Questi due ultimi - forse - pezzi targati 2013 sono stranamente collane. Stranamente perchè di collane ne ho sempre fatte poche ed invece sul finire dell'anno ne ho sfornate parecchie, di dimensioni, forme e fogge differenti. Stranamente perchè le collane mi garbano poco poco poco avendoci io un decolletè miserrimo ed un collo secco e tristo che l'uso di collane non maschera ma anzi evidenzia. Senza contare che - come per l'orlo dei pantaloni - anche alle collane devo farci la cura accorciante, sennò me le ritrovo a metà pancia non avendo nulla su cui farle fermare. Esse precipitano nel baratro dell'assenza...
Da queste tristissime considerazioni nascono, nell'ordine, la collana a misura multipla Intissar e quella a girocollostrettoecorto Desert Rose.

Intissar - la trionfante - s'è gia fatta i suoi giri in giro anche prima di Natale, su Artsign Explosion, su FB, su Blomming, etc. La Trionfante perchè che nome dargli ad una bestiona da quasi 9cm di diametro? Misura XXL, cascata di mezzi cristalli tanto per rimanere sul discreto e sbrilluccichio della doratura che scappa da tutte le parti. Un centrino da nonna dark. :D

Intissar | Pendente in cartoncino di cotone, orone e mezzi cristalli | Pendant cut out cotton cardboard, imitation gold and faceted glass beads

Quasi un mese a capire come appenderla. Catena sottile no, catena grossa no, catena ricoperta di tessuto peggio che mai... alla fine l'illuminazione! Il nastro il lycra!!! Così la misura non è fissa e va bene per tutti i colli, la chiusura a fiocco rimane morbida e il nastro fluido contrasta bene con le forme piatte del pendente e quelle spigolose dei mezzi cristalli.

sabato 1 febbraio 2014

6a tappa: Persia | Blue shards

La Persia alla fine è arrivata, con tutte le sue suggestioni ed atmosfere evocative da Mille ed una Notte, avventure, amori e odore di spezie.
La Persia come territorio stilistico è enorme sia in termini di spazio che di tempo, più o meno va dall'India alla Turchia per circa 1.200 anni (dalla dinastia Omayyade a quella Pahlavi), quindi me la ritroverò spesso tra i piedi. Senza contare che buona parte della mia produzione saccheggia a piene mani dal mondo arabo/musulmano in genere, sicchè, insomma vecchi amici!
A peggiorare le cose - se fosse possibile - la scoperta di una board di Pinterest. Questa:
http://www.pinterest.com/janinecreates/persia/
Subito seguita ed innamorata, tanto che vorremmo prima o poi mettere in cantiere un viaggio in Iran. Per me sarebbe una prima volta, mentre per fidanzo sarebbe un ritorno all'infanzia, visto che ci passò qualche tempo per il lavoro del babbo. A me attira da morire... prima del Giappone e dopo qualche capitale europea ci scappa!

Ma non divaghiamo, anzi, stringiamo tutte queste chiacchiere in qualcosa di concreto e fattivo! 6a tappa: Persia. Sottotitolo Blue shards.
Perchè blu? Perchè è un colore molto usato nell'Islam e richiama immediatamente l'immagine della  ceramica Iznik (http://en.wikipedia.org/wiki/%C4%B0znik_pottery).
E per fare prima... due orecchini invece di uno solo! I Broken Persia che giocano - pesantemente - sul concetto di coccio rotto. Irregolari e differenti come forma, volevano essere interpretati proprio come "frammenti" di una mattonella o di un coccio decorato.
I Little Persia sono invece più delicati e garbati e si basano sulla riproduzione di una mattonella vista e fotografata al BMuseum.

Broken Persia + Little Persia | handpainted paper earrings

giovedì 30 gennaio 2014

All you need is...

Love&Coffee!!!
Di prima mattina direi 85% coffee e 15% love che senza quei 2/3 tazzoni di Nescafè, neanche ricordo come mi chiamo... E' vero che sono una bestiaccia mattiniera ma ho bisogno di almeno 500ml di caffeina solubile prima di prendere possesso delle facoltà mentali base (tipo chi sono, dove sono e soprattutto perchè sono).
Sicchè la cucina è il luogo d'elezione dei miei risvegli... per di più la nostra attuale cucina è una delle più belle che mi sia capitato di abitare. Medio piccola, ha una sorta di anticucina che fa da collegamento tra la zona operativa ed il salone, il che la rende una zona franca, ibrida, ne' stanza ne' cucina. In più ha un finestrone orizzontale che affaccia sul balcone e per tutta la mattina fino al primo pomeriggio è inondata di sole. Informale e conviviale è la zona dell'aperitivo con gli amici mentre noi si cucina, la stanza preferita dalle gatte (sole+sedie), il luogo dove le mie mega colazioni si fondono con la progettazione... basta fare sul tavolo uno spazio sufficiente ad un blocco da disegno, tra i biscotti e le tazze!
Con la casa fresca di ristrutturazione, aveva le pareti bianche come nel resto degli ambienti. Che fai, la lasci bianca?? Noooooo... Rettangolone grigio ad incorniciare il tavolo, grigio caldo che riprenda il vinile effetto parquet country a terra. Poi il rettangolo grigio c'è venuto a noia e prendendo ispirazione dai coffee londinesi m'è venuta l'idea di fare una calligrafia. San Pinterest m'ha fatto la grazia di 33,6 mega di materiali iconografici e mi sono messa al lavoro! Prima su carta poi su muro.
Resta di stucco è un barbatrucco! E' cambiato pure il gatto... :D

Faux Chalk Calligraphy | Cocò&Mimì

martedì 28 gennaio 2014

Liberty redesigned

Ovvero la zona dei villini... In molte città soffocate dal cemento armato, tanto in voga dal dopoguerra ad oggi, rimangono piccole oasi di architettura a misura d'uomo. Microcosmi di tempo fermo mentre tutt'intorno il traffico impazza, sono angoli silenziosi, difesi e tutelati dagli abitanti come ultimo baluardo al caos metropolitano.
Isole inizio '900 formate da arcipelaghi di villini liberty, ognuno con il suo piccolo giardino con le aiuole bordate di mattoni muschiati. Case vendute a peso d'oro, sono ormai appannaggio di pochi ed a meno di ereditarle, acquistarle è quasi impossibile. Qualcuna ha avuto tristi destini... acquistata dal cafone con SUV annesso, s'è vista il giardino cementato per poter accogliere la bestia cromata ipercostosa.
Qui a Roma ce ne sono parecchie di isole così, il quartiere Coppedè (con gli appartamenti sventrati e ridotti ad uffici con le luci al neon), Villa Ximenes nel quartiere Italia (con la facciata deturpata da un'orrendo affresco religioso), la zona detta appunto "I Villini" a due passi da via Veneto (acquisita da UniCredit e rimessa sul mercato ad uso residenziale, di rappresentanza e d'ufficio), Città Giardino di Montesacro vecchio (molti villini sono di proprietà religiosa e quindi avulsi da qualsiasi vincolo storico-architettonico)*, la "Piccola Londra" di Via Flaminia.
Nonostante il massacro qualcosa del vecchio fascino ancora resiste e quando capita di passarci si rimane sorpresi dall'immediata sensazione che "qualcosa è cambiato". Il silenzio, qualche cinguettio, l'aria per qualche centinaio di metri smette di sapere di smog e se si riesce a smettere di correre si possono godere le bellezze dei cancelli in ferro battuto, la grazia decadente dei giardini e l'eclettismo delle costruzioni.
Non amo follemente il Liberty, men che meno quello francese tutto femmine capellute e fiori mutanti, sono più per lo Jugendstil austrotedesco o l'Arts and Craft inglese con meno fronzoli e più attenzione per la linea grafica, ma devo ammettere che alcuni aspetti di quel periodo affascinano anche me. L'attenzione per l'elemento vegetale, i soggetti insoliti come insetti o animali marini, la passione per il grottesco ingentilito dalla linea sinuosa. Tutti elementi che nei suddetti villini si ritrovano, complice anche la necessità di creare abitazioni fruibili e non poster di gasoline (odio sommamente Jules Chéret quanto amo Leonetto Cappiello).
Tutta questa lunghissima manfrina solo per dire che ogni tanto - ma solo ogni tanto - un pezzo "liberty" scappa pure a me. Oh, nessuno è perfetto!

Ella è la collana DragonFly in purissimo cartoncino di cotone Murano Cotton Paper e foglia metallica oro. Due gocce sfaccettate in mezzo cristallo di Boemia ed una perla barocca completano il pendente insettiforme. Ad onor del vero il disegno NON è proprio proprio liberty, ma rivisto&corretto per necessità d'intaglio. Ci ho litigato mica poco su quelle alucce malefiche, su quei fili lunghissimi e sottili che hanno la tendenza a strapparsi sul più bello, con corollario d'imprecazioni e maledizioni.

Dragonfly | Pendente in cartoncino di cotone, orone, perla barocca e mezzi cristalli a goccia | Pendant cut out cotton cardboard, imitation gold, pearl and faceted glass drops