martedì 7 febbraio 2012

Uncinetto acrobatico ovvero Perline di Saggezza

Per il 90% della mia vita ho assimilato il concetto di "uncinetto" a quello di attività geriatrica finalizzata alle creazione di inutili aggregati di filo molesto.
Era quella roba che faceva la vecchia zia zitella (chissà come mai...) con gli occhiali sulla punta del naso e che ti ritrovavi sotto ad ogni oggetto domestico con un valore almeno nominale. Sotto al telefono, sopra ai braccioli, sulla televisione megalitica, sotto all'alzatina dei dolciumi. Insomma, per me, uncinetto equivaleva ad odore di naftalina, ossa fragili e piadine di merletto sotto-telefono.
Ma ero destinata a cambiare idea. Accadde un giorno, durante una navigata tra blog e siti, quando mi sono imbattuta in lei, Perline di Saggezza e il primo pensiero fu: "Apperò... uncinetto e perline, un cocktail potenzialmente letale, e invece questa tipa ne tira fuori cose pure belle. Incredibile".
Lasciai un commento e ogni tanto ritornavo a dare un'occhiata alle novità di filo e perline. Non avevo cambiato idea del tutto, più che altro perché avevo capito che si trattava di creazioni all'uncinetto ma non avevo proprio chiaro il concetto. Mi si schiarì alla mia prima partecipazione all'HappySundayMarket (qui).
Quando ho visto dal vivo e filato le creazioni di Sara mi si è staccata la mandibola dall'incredulità. Il 20% dell'ammirazione era dato dalla mia incapacità a fare qualcosa di più evoluto di una catenella, il restante 80% era ammirazione pura.
Per quanto siano scatti ottimi, nulla rende quanto il filato vivo e vegeto sotto gli occhi, e se in foto sembrano belli dal vero sono fantastici. Un ordinato caos primitivo di forme e colori che si intersecano ed inglobano elementi decorativi e strutturali.

Arcobaleno | cerchietto | by Perline di Saggezza

Forme organiche che vibrano di colore e movimento. Nulla rimane statico o piatto, ma anzi, emerge tridimensionale dalla materia filata.

Oceania | collana | by Perline di Saggezza

Le creazioni di Perline di Saggezza hanno, a mio avviso, quella semplicità complessa che è propria delle creazioni naturali. Come non ci si stupisce della meravigliosa architettura di un'ala di farfalla, nello stesso modo Perline di Saggezza riesce a creare questi microcosmi perfettamente equilibrati.

Tulifruli | orecchini | by Perline di Saggezza

Tra gli aspetti che più ammiro di questa creativa, di questa cintura nera dell'uncinetto, di questa tessitrice acrobatica, c'è sicuramente quello di aver saputo modificare una tecnica "classica" per realizzare qualcosa di assolutamente poco ortodosso ma decisamente spettacolare. Utilizzare la tecnica dell'uncinetto come strumento creativo senza farsi condizionare dagli schemi normali d'applicazione.
Volete conoscerla un po' meglio? Per chi ancora non la seguisse ecco servite le sue coordinate:
Blog | FB | Etsy

E poi non dite che non ve l'avevo detto!


lunedì 6 febbraio 2012

Delitto e castigo dell'Hipstamatic

Possiedo un Mac e lo utilizzo. Per lavoro ho sempre usato Mac ma per giocare/condividere/creare/divertirsi/scrivere/progettare ho sempre acceso il mio PC. Casi della vita e tagli agli spazi domestici mi hanno condotto a ridurre l'armamentario ed optare unicamente sul Mac nuovo (semi). Tutto questo per dire che per me tale personal computer è solo uno strumento, non una religione fighetta. Non sono tra quelle che si è disperata quando è dipartito il compianto Steve, non ne sento affatto la mancanza e i mactalebani con tutte le loro IQualcosa e la loro puzza-sotto-al-naso mi stanno irrimediabilmente antipatici.
I lettori Mp3 esistevano anche prima dell'IPod, ma nessuno se n'era accorto. Gli smartphone pure, ma vuoi mettere il design del cicche e ciacche (qui una meravigliosa parodia) di un IPhone? Per non parlare dei tablet... perché acquistare un tablet qualsiasi che fa più di una cosa per volta e ha addirittura una presa USB quando puoi pagare un trilione di petroldollari per uno stilosissimo monolite vetrificato e blindato? Perché?
Ma perché se non è Apple non è da fighetti e tu sei un tonto. Per un momento ho apprezzato Steve per essere riuscito a far pagare di più qualcosa solo perché esteticamente (e non qualitativamente) migliore, ma è passata velocemente di fronte alla constatazione che i possessori di IPhone si sono completamente rimbecilliti.
Compri un IPhone e paghi in neuroni. Ogni App che compri la paghi in neuroni. Adesso va tanto questa roba dell'Hipstamatic, FB ne è piena e tutti si sentono fotografi creativi.
Tra il 1970 e il 1990 se ti venivano foto conciate come quelle lavorate dall'Hipstamatic, ti mettevi a piangere e le buttavi... erano quelle venute male, i fine rullino, quelle che si erano beccate la botta di luce, quelle sovra/sotto esposte, quelle che il fotografo aveva sbagliato a sviluppare, quelle che avevi scattato per sbaglio mentre rinfilavi la macchinetta nella custodia, quelle che t'aveva fatto la zia miope con, magari, il dito davanti all'obbiettivo, quelle con la messa a fuoco in Svezia per un primo piano a Vercelli, quelle con gli occhi rossi. Insomma quelle che finivano nel cestino.
Poi venne la Lomografia e tutti quelli che sbagliavano le foto poterono dire: "ecco, io ero avanti a tutti, le facevo apposta così e nessuno mi capiva". No, no, caro capivamo benissimo, è che sei proprio un cane a fare le foto...
Invece no, la Lomografia divenne, nella ristretta cerchia dei creativi, un nuovo trend fighetto. Ma sbagliare artisticamente le foto non è così facile e così molti dei sedicenti lomografi impararono ad usare benissimo Photoshop per lomografare scatti altrimenti normalissimi. Almeno hanno imparato qualcosa...
Poi arriva Hipstamatic, App per soli possessori di IPhone, e tutti i fighetti pensano sia una novità assoluta! Foto venute male + qualche filtro e una cornicetta intorno.
Scatti di uno squallore abbissale vengono, secondo loro, sublimati a foto d'autore. C'è chi fotografa i cassonetti dell'immondizia, chi i segnali stradali rosicchiati dalla ruggine, chi trova poeticamente irresistibili gli STOP e le strisce pedonali, chi si fa gli autoscatti... ragazze... le rughe urlano vendetta con i contrasto a +250!!! Avete 22 anni e ne dimostrate 74 con l'Hipstamatic!!! Non è tutto figo ciò che è Mac...
Se poi dici loro (agli Hipstamatici) che puoi ottenere gli stessi risultati con un uso sapiente di Photoshop ti guardano come se avessi 4 gambe e un solo occhio sulla nuca. Impossibile! Troppo lungo! Farraginoso! Non esiste!

Esiste, esiste... scatti degli ultimi pezzi, luce infame, bilanciamento del bianco ingestibile. Foto orrende, ogni tentativo di rianimarle con PSD è stato vano e allora ho deciso di giocare pesante... 
Tempo: 20 minuti per la messa a punto della scaletta dei filtri/effetti
Risultato: 

Laconi | orecchini di carta e orone | handmade paper earrings with faux golden leaf

Ora, lo scatto era davvero brutto e lo è ancora. Sfocato, saturo, ipercontratato, acidato... ma quella vignettatura tutt'intorno cambia tutto eh? Secondo me no.
E ciò dimostra due cose:
1) se uno scatto è brutto rimane brutto, al massimo peggiora
2) si può fare anche con photoshop, a patto di saperlo usare e di non essere pigri


Laconi | orecchini di carta e orone | handmade paper earrings with faux golden leaf

Questi ultimi nati mi sembravano molto arcaici ed essenziali e sono stati battezzati Laconi in onore dei nostrani ed antichissimi menhir sardegnoli sardi. (Qui)
In attesa che la neve si sciolga definitivamente e il ghiaccio pure, cercherò di attrezzarmi per fare degli scatti decenti. Spero.
Forse, però, domani rinevica. Uffa.

domenica 5 febbraio 2012

Un weekend da scoiattoli

Ossia rintanati in casa, avvolti da strati di lana e pile sintetico, a smangiucchiare le provviste acquistate di corsa venerdì. Che poi, diciamolo, non si credeva davvero potesse nevicare così e così tanto, ragion per cui le provviste sono state scarse e mal assortite... oggi tutto chiuso e domani si replica, scuole e uffici pubblici serrati. Altre provviste, scioperi permettendo, si faranno verso martedì e stavolta saranno sostanziose data l'allerta meteo per il prossimo weekend con previsione di ulteriori nevicate capitoline.
Tempo infame, nuvolo di giorno e sereno di notte, giusto giusto per ghiacciare. Un'enorme pista da pattinaggio. Stamane, tazza fumante in mano e gatti in spalla, guardavamo desolate dalla finestra i pochi, temerari passanti che provavano a rompersi l'osso del collo sui marciapiedi congelati.
In attesa del prossimo HSM qui si progetta, si taglia, s'incolla e si fa la doratura ai pezzi in progress. Foto poche, luce strana e il bilanciamento del bianco sbarella. Sarà il riflesso della neve. Bho.
O meglio di foto ne sto facendo circa 20 per ogni "posa", poi le guardo, ne butto 15, delle 5 rimaste provo ad aggiustarle, le riguardo, ne butto altre 3, le ririguardo e decido per un altro giro di shooting.
Queste le sopravvissute del primo giro.
Double Drops, orecchini in carta di cotone effetto 3D, giochi d'incastro e orone. Già postati sulla pagina Paper Leaf di FB, ma inediti qui sul blog. Sono una seconda versione di un paio realizzati nel lontano aprile 2011 (qui)

Double Drops | orecchini in carta | handamade paper earrings

Double Drops | orecchini in carta | handamade paper earrings
Stessa tecnica ad incastro per Metropolis, anche loro in carta di cotone ed orone rame. Il fidanzo diceva che gli ricordavano qualcosa di etrusco, a me facevano tanto decò.

Metropolis | orecchini in carta | handamade paper earrings

Metropolis | orecchini in carta | handamade paper earrings

Metropolis | orecchini in carta | handamade paper earrings

Ci saranno anche loro al prossimo HSM... tempo permettendo!

sabato 4 febbraio 2012

Pare proprio che lo abbia fatto. Neve a Roma

Quelle di ieri erano le prove generali, tra ieri sera e questa notte ha nevicato sul serio. Niente di che, insomma 20cm di neve, ma bastanti a causare l'Armageddon automobilistico... tra raccordo anulare e strade cittadine si sono formati 280km di code. 



Non basta avvertire, emanare comunicati ed allerte, niente da fare... non siamo capaci. Questa mattina sono uscita per cercare di raggiungere le Poste per inviare un pacchetto e strada facendo, approfittare per fare un po' di foto.
Chiaramente a piedi, scherziamo? Le strade sono una guazza di fango, ghiaccio e neve sciolta e non avendo le catene il gioco è fatto. Ebbene ho visto nell'ordine:
• Proprietari di SUV grondanti gioia per il loro piccolo, misero, attimo di gloria e giustificazione dell'acquisto del macchinone
• Automobilisti non dotati di catene/pneumatici da neve che, strafregandosene dei comunicati, se ne andavano allegramente in giro, pattinando sulle ruote come neanche la Kostner riesce nei suoi giorni migliori
• Signora con pelliccia e decoltè con tacco a spillo che andava a spasso affondando fino alla caviglia nella neve. L'eleganza prima di tutto! Poi se ti devono amputare i piedi per congelamento poco importa...
Non siamo gente da gelo e non lo saremo mai, finiamo su Wikipedia quando c'è una nevicata vagamente degna di questo nome. 
Come temuto, ho dovuto rimandare il progetto di arrivare fino all'ufficio postale (1,5Km). La spedizione la farò lunedì!
Per una mezz'ora le ansie da freddo si sono dissipate e mi sono concessa una passeggiata nel parco con il fidanzo.

 La neve fa tornare tutti un po' bambini no? Il problema è che a me non serve la neve!


Sono tonta di mio...


Le pelose, al caldo sul davanzale interno, stanno davanti alla finestra. Da ieri pomeriggio. Ipnotizzate. Ho portato a casa un po' di neve per fargliela conoscere e Mimì non ha trovato di meglio che leccarla. Panzona! Mangerebbe qualsiasi cosa... Quasi quasi le faccio una granita al croccantino!


Comunicazione di servizio: l'HAPPY SUNDAY MARKET di domenica 5 febbraio è ufficialmente annullato a causa della nevicata di cui sopra. Stay tuned, prossimamente si replica... tempo permettendo!



venerdì 3 febbraio 2012

E' successo... nevica

Tutte le mie speranze di non-neve sono naufragate in un bianco mare di fiocchi. Si, davvero speravo che non nevicasse. In città la neve non va bene, è carina per i primi 15 minuti, poi diventa un'infame poltiglia grigia e ghiacciata, i mezzi pubblici si fermano, le vecchine scivolano sbricilandosi i femori, la città si paralizza. Sono contenti solo i bambini, tonti.
Magari città nordiche sono attrezzate, ma qui a Roma quando nevica è il panico. Per le prime ore ci sentiamo inseriti nel circuito delle grandi capitali europee, con i tombini che esalano vapore e questa lieve coltre bianca che fa apparire tutto pulito e nuovo. Tutti si scoprono fotografi professionisti del fiocco ghiacciato (anche io eh!) e qualcuno esce dall'ufficio a fare 4 scatti. Magari in mocassini. E magari lascia sul ghiaccio qualche reperto dentale. Si sa che il rosso sangue fa un bell'effetto sul bianco neve.
Poi le ore passano e la bella coltre bianca si trasforma nel mostro grigio del pantano (in italiano: palude, territorio fangoso e con acqua ferma), i radiatori delle auto si crepano e se l'impianto di riscaldamento si deve rompere lo farà sicuramente di notte intorno ai -5°. L'infame poltiglia nel frattempo si ghiaccia e l'indomani mattina siamo tutti allegramente bloccati a casa visto che a queste latitudini nessuno ha nel portabagagli le catene da neve e chi le ha non le ha mai montate. Qualcuno bussa al dirimpettaio anziano che, avendo assistito alla storica nevicata del '56, ha un minimo di esperienza nel settore.
Personalmente ho assistito alla nevicata del '85 e con quei pochi centimetri di neve c'era gente che aveva tirato fuori gli sci. Orribile. Nel 2007 ci fu una semi-forma di nevicata miseramente sciolta nell'arco di una mezz'ora di cui fui sconosciuta e sciagurata protagonista... come leggerete se avrete abbastanza pazienza e coraggio...


Il racconto fu scritto nei giorni immediatamente successivi all'avvenimento e noto, solo ora, che anche in quel frangente era di venerdì. Un venerdì di fine gennaio 2007.

Natura Matrigna
Dunque, dunque… venerdì scorso… venerdì gennaiolo e ghiacciato.
Mi sveglio con l’impellente necessità di acquistare n. 2 mensole di abete chiaro da sistemare sopra la scrivania. Capita mai di svegliarti con ste’ voglie da donna incinta? A me capita spesso. Mi prendono queste smanie da esaudire entro la giornata, con l’impellenza da giudizio universale, la sensazione di “ora o mai più” pena collisioni astrali, invasioni aliene o attacchi di acne senile.
Devo devo DEVO avere entro la giornata le due mensole!!!!!!!!!!!
Due belle mensole da riempire immediatamente con i tre chili di cd che per ora sonnecchiano per terra in compagnia di manuali/riviste/frattaglie di computer che stanno sostituendo la texture del pavimento.
Ok, piano d’azione: pagine gialle – bricofer/legnpront/faidate più vicino – andare – acquistare n. 2 mensole 80x25 – tornare a casa – passare 2 mani canoniche di mordente – trapanare la parete scelta per il martirio con 23 buchi per mettere 4 stop – incazzarsi – stuccare i 19 buchi di troppo – fare qualche altro buco – fissare le mensole – constatare l’indubbia stortezza di una delle due mensole (di solito la seconda) – riempirle con i cd+riviste nella speranza di dissimulare l’asimmetria – farsi un tazzone fumante di nescafè – posizionarsi sulla sedia ad ammirare con aria rapita la propria fatica abete su bianco parete.
Approvato! Ndo’ sta’ il bricofer/legnpront/faidate più vicino? Sulla Nomentana vicino allo svincolo per il raccordo.
Che fortuna – penso mentre sfoglio tuttocittà – Se taglio per il parco dell'oasi WWF  ci metto un attimo e mi faccio pure una bella passeggiata nel verde. Massssì a piedi (anfibiati) nel parco! Yeah!
Tutta pimpante, me ne esco e imbocco la strada del bosco manco fossi cappuccetto rosso in vena di incontri sadomaso con il lupo.
Che bella la campagna di questo periodo! La mattina, impigliate tra i cespugli, permangono strie di nebbiolina che imperlano le bacche di rosa canina mentre il ghiaccio sbrilluccica ai raggi di sole che s’affaccia tra le nuvole orlate di cremisi. Faccio pure ciao ciao alle pecore di un gregge sentendomi molto Heidi mentre il cane pastore mi ringhia simpaticamente la sua intenzione di masticarmi un malleolo. Ma nulla, proprio nulla può turbare la gioia immensa che mi pervade nel pieno dell’agro romano mentre mi avvicino passo dopo passo all’oggetto del mio desiderio: MENSOLE!

Cammina cammina… eccolo il bricostore dei miei sogni! Un bel capannone bianco/rosso con tanto di logotipo castorino con tuta da metalmeccanico dipinto sulla paretona esterna.
Dio come amo sti’ posti! Sanno di legno appena tagliato, con parsec di scaffali pieni di viti, chiodi, chiodini, brucole, cacciaviti, trapani, cavalletti, minuteria metallica che su di me fanno l’effetto gazza ladra. Si, lo so che non e’ da femmine, ma a me prende così.
Mi aggiro in estasi tra gli scaffali e (oltre alle agognate mensole) prendo anche qualche etto di stop, un paio di metri di filo elettrico tripolare (non si sa mai dovesse servire), un cacciavite rosso e una scatola gigante di chiodi assortiti.  Il tutto pesucchia, ma non me ne curo, tanto adesso ci ho le mensole! Ma che mi frega del mondo!
Pago, esco e… porca puzzola! Il tempo nel frattempo è cambiato anzichenò. Il cielo, bello compatto d’un bianco solido, da tempera lavabile per esterni. Un venticello teso, freddo e secco, di quelli che ti ghiacciano le pupille e ti disseccano all’istante, tipo mummietta andina.
Ma io ci ho le mensole, che mi frega! Mi metto le cuffie, carico in blocco gli Mp3 della sig.ra Amos Tori, imbraccio le mensole e mi rincammino tra i prati sul sentiero di casa con l’aria baldanzosa del cavalier che va all’impresa. (No, non lui)
Anche senza sole tutta questa natura è bella, anzi più bella, il vento ha spazzato via le ultime brume e l’aria secca fa acquistare a tutto maggiore nitore, forse Dio ha aumentato i dpi mentre scavavo tra la minuteria! Anche lui si diletta con Photoshop… un bel filtro “contrasto”, un’aggiustata al livello saturazione e via andar…

Trasportata dalla voce un po’ roca della roscia cantante mi sento quasi spaesata, come se vedessi il mondo per la prima volta o ne vedessi un aspetto presente ma sconosciuto ed invisibile fino ad ora.
Questo cielo! Incombente ma immenso, così spietatamente bianco, lattiginoso ma netto, luminoso e spento al contempo, bianco bianco bianco.
Bianco come alabastro traslucido, bianco lattiginoso d’aria rappresa…
Bianco come… ma che è sta roba che vien giù? Pare polline dei tigli, ma non è un po’ presto per il polline????
O cacchio, è neve!
Sta nevicando!
Sta nevicando a Roma!
Sta nevicando a Roma ed io sono in mezzo a prati verdi e brulè a godermi lo spettacolo con buona musica nelle orecchie e una bella dose di contentezza che mi ronfa nell’anima.

Non cammino, svolazzo a 5 cm da terra e mi sento un elfo cretino pronto a graziare il mondo per la sua stupidità. Tutti voi siete in ufficio a bestemmiare davanti ad un monitor, mentre io son qui, nel silenzio rarefatto delle esperienze mistiche. Oddio, è spettacolare, acqua solida che scende planando da una madre immensa che abbraccia l’orizzonte. Si posa e permane sull’erba e sui solchi marroni aperti come morbide ferite. Ed io son qui, forse l’unico umano nell’arco di 50Km a godersi questa prima senza repliche con tanto di colonna sonora. Che figata!

Nel bel mezzo di “1000 oceans” la voce di Tori si fa’ un po’ più roca… troppo roca, poi strascicata, sofferente, lenta… ma che… maledetti elfi! Mi avete fregato, non erano monete d’oro, ma solo foglie secche! L’incanto si frantuma in un nanosecondo.
Tiro fuori il lettore, bestemmiando le pile che si scaricano sempre sul più bello e… orrore… non sono le pile. Il display, notoriamente a cristalli liquidi, si è fatto solido. Si è congelato, ma nel vero senso della parola. Frizzato, immobile, con le lettere smangiucchiate nella fissità eterna del ghiaccio. Tanti aguzzi crudeli che avanzano dagli angoli verso il centro grigioverde con lentezza inesorabile e tenace.
Accidenti, accidenti e ancora accidenti! Getto intorno a me uno sguardo da basilisco inceneritore e con vago senso di inquietudine mi rendo conto che l’incantevole paesaggio di cui sopra non c’è più. Si è sciolto. O meglio, la neve non riesce ad attecchire e si scioglie in una melassa maron tutt’uno con l’erba. Una palude stigia in bilico tra il congelamento e il nevischio con la consistenza di un pappone per cani. Un polpettone in cui sto affondando fino alle caviglie! Mi si sta congelando anche il cervello!!!!!

Penso che Leopardi avesse ragione. Natura materna che quando meno te lo aspetti diventa matrigna. Dove è finita tutta quella poesia biologica che mi circondava fino ad un attimo fa? Sono piombata in una trappola cementificatizia di terra e vegetali con due assi di legno che iniziano a segarmi le dita e lo zaino pieno di ferramenta assortita che con sinergico tempismo agevola l’affondamento nella melma. Nel centro geografico del parco, senza uno straccio di umanità all’orizzonte – chi cazzo va in giro co’ sto tempo?????

Riprendo il cammino. Tiro su il piede per fare il primo passo e capisco di essermi fermata un minuto di troppo, sprofondando nella melma.
Un rumore di risucchio denso, da gola di affogato, mi avvolge l’anfibio. Ad occhi chiusi (l’orrore non lo si può guardare ad occhi spalancati) sento nitidamente un rivolo di fredda densità che penetra tra il cuoio e il calzino.
Morirò qui. Mi congelerò e mi ritroveranno al disgelo di primavera come Ozi, la mummia alpina del paleolitico inferiore. Una mummia surgelata con due mensole sotto braccio e tre chili di ferramenta nello zaino.

Deglutisco tra lo schifo e l’orrore. Penso che sia poco elegante morire così. Coraggio, prima il piede destro, poi il sinistro, ce la puoi fare. Ce la faccio, ce la sto facendo. Avanzo nel pappone ghiacciato con la grazia di una medusa spiaggiata, praticamente mi trascino nella guazza facendo versi da muflone braccato dai lupi.

Il fiato mi si gela ancora prima di uscire dalle labbra, inizio a non sentire più le dita delle mani, quelle dei piedi non le sento già da un po’. Mollo le mensole? Disperdo i chiodi per togliere un po’ di zavorra? Affanno. Fiatone. Nuvole di condensa davanti alla faccia. Fiocchi sempre più fitti e grossi che continuano a scendere. Inizio a lacrimare, non so se per il freddo tagliente o per la disperazione. Ogni passo una fatica mostruosa, ormai al posto degli anfibi ho un paio di galosce di fango cementificato da 3 chili l’una. Dei doposci organici che mi avvolgono tenacemente le caviglie. Mi pare di aver visto anche un lombrico nella mappazza, ma non voglio accertarmene.
Che posso fare? Mi metto ad urlare nella speranza che qualcuno mi senta? Mollo ste mensole? Nooooo, non posso, ma pesano, dio quanto pesano.
Inizio ad avere una sensazione di stordimento. Iperventilazione? Le prime avvisaglie del congelamento? Allucinazioni?
No, no, non è un’allucinazione! E’ la strada! Eccola, la strada sotto casa, il caro asfalto senza fango ne’ erba scivolosa. Devo solo fare gli ultimi passi e poi sono salva!!!!
Guadagno il marciapiede con la foga di un naufrago che sente sotto i piedi la solidità della spiaggia. Ho i polmoni che mi fanno male dallo sforzo ma ce l’ho fatta. Io, le mensole e la ferraglia sulle spalle.
Grande! Fanculo mondo! Sono tornata a casa! Ragazzi che venerdì mattina…

Adesso ho due bellissime mensole (di cui la seconda storta) attaccate al muro. Sono già piene di cd e penso di doverne comprare altre due almeno ma aspetterò una giornata di sole.


Il parco è lo stesso, cambia solo la data.

giovedì 2 febbraio 2012

Freddo infame e buone azioni

Oggi niente creazioni da mostrare, troppo buio+pioggia per fare anche solo uno straccio di foto. Spero solo di riuscire a fotografare le molteplici ultime creazioni che sto sfornando per l'Happy Sunday market di domenica prossima. Il 5. Domenica 5 Febbraio. A Roma. Qui a Roma dentro Lanificio Factory. Via di Pietralata. Tutto chiaro no? Ok.
Passiamo alle cose serie, molto serie. Fa freddo, un freddo becco che ti cascano le orecchie se provi ad uscire senza 2/3 strati di sciarpe e cappelli. Ora, vista la temperatura esterna, vogliamo innalzare almeno quella interna con qualcosa che possa scaldarci il cuore?
Ad esempio una buona azione per i 4zampe meno fortunati di quelli che impelano i nostri divani e rosicchiano le nostre pantofole! Oltre che a scaldarci il cuore, una buona azione pro-animal, potrebbe salvare dal gelo qualche peloso o fargli mettere qualcosa sotto i denti. Il che non sarebbe male. Nel negozio di cibo per animali dove vado a fare spese, ci sono sempre dei cestoni per la raccolta di cibo ed altro per vari rifugi, colonie e canili. Anche se le mie finanze assomigliano a quelle di uno stato africano cerco sempre di lasciare qualcosa. Anche se poco è sempre meglio di niente... il niente non si mangia, non scalda e non è neanche divertente.
Detto tutto questo, vi ricordate di Macchia? Questa batuffola qua sotto:



Cerca sempre una casa. Giada (Country Ideas) avrà presto problemi di sovraffollamento canino e bisogna trovare una sistemazione definitiva alla piccola. Io continuo a rompere un po' a tutti, meccanico compreso, voi fate altrettanto. In fondo un post non costa nulla ma può regalare una chance alla cucciola. Da Giada tutte le info per Macchietta.

Basta cani, ora tocca ai gatti! I miei adorati felini con gli zampetti di velluto e la pancia pelosa fatta della fuffa degli angeli... Siete in cerca di un amico felino con cui condividere il divano (e il letto, le sedie, lo zerbino, la tavola, l'armadio, la scarpiera, il balcone e il soppalco)?
Allora da I Mici di Lory troverete sicuramente la vostra anima gemella. Certo, con dei baffi meravigliosi e una codina flessuosa, ma sicuramente anima gemella!
Arrivi giornalieri, garantiti e vaccinati, per tutti i gusti, di tutte le taglie! Scegli da I Mici di Lory il micioamico perfetto per te, lo troverai di certo. E se non stai cercando, passa parola! Anzi, passa parola uguale!
Questa, ad esempio, è Giada... simil norvegese, cucciolosissima in cerca di casa e amore. Che ne dite?



Ci vediamo Domenica all'Happy Sunday Market

Domenica 5 febbraio, saremo (io+fidanzo in appoggio) all'Happy Sunday Market per festeggiare insieme il carnevale, San Valentino e tanto altro. Non sarà il gelo a fermarci, non sarà la neve annunciata a farci desistere, non sarà il vento di tramontana gelata a farci cambiare idea... tanto siamo dentro al Lanificio Factory!


Che fate... venite a trovarci? Vi aspettiamo con la nuova collezione Love creata apposta per SanVal!
Solo pezzi unici per festeggiare l'unico amore!!!