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mercoledì 16 luglio 2014

Acque dolci

Il Salento, si sa, è terra di mare e di taranta, di vino rosso denso come sangue, di cicale assordanti e uliveti a perdita d'occhio. Il Salento che non si sa è d'acqua dolce e canneti, di silenzio e d'ombra, di di libellule formato preistoria e dorsi di pesce che brillano al sole mentre scivolano tra le alghe.
Una strada che diventa sterrato bianco tra i campi ed i muri a secco, le piante - verdissime - sempre più strette a strusciare contro i fianchi della macchina ed ecco all'improvviso la sorpresa!
Acqua. Acqua che si vede subito non di mare, lo si capisce dal silenzio, dalla calma senza risacca, dal verde che non finisce ma avanza fino dentro l'acqua, dai canneti che rendono labile il confine tra i due elementi. I laghi Alimini.

Il nome deriva da λίμνη (límni) il termine che usavano gli antichi Greci per indicare un lago o uno stagno e in questa terra che la Grecia la conosce da vicino, la cosa non stupisce più di tanto. I laghi sono due, Alimini Piccolo, alimentato da sorgenti è d'acqua dolce mentre Alimini Grande è alimentato anche dal mare che lo rende salmastro. Flora e fauna sono ricchissime e particolari grazie anche al fatto che i laghi fanno parte dell'Oasi protetta dei Laghi Alimini. Sottoposta a rigidi vincoli paesaggistici e naturalistici, questa zona è una vera oasi sia per gli animali stanziali che per quelli migratori.



Per godere di tutta questa naturale bellezza non c'è nulla di meglio di una gita in canoa. Niente motore, niente rumore, solo il tuffarsi ritmico della pagaia mentre la canoa scivola lungo la riva.
E se la canoa non me la sono portata? Niente paura, c'è Colori in Canoa!
Si possono affittare canoa e giubbino salvagente per seguire uno o entrambi gli itinerari proposti, segnalati da boe colorate, oppure si può prenotare una guida per escursioni anche di gruppo.


L'atmosfera è rilassata e tranquilla, il fondale basso permette di avere una buona visibilità e anche in caso di vento è possibile effettuare almeno uno dei due itinerari proposti, infatti partendo dal punto d'imbarco almeno uno dei due si trova sempre sottovento rispetto all'altro. La costa rocciosa conserva un che di marino ed i cefali grigi che nuotano appena sotto il pelo dell'acqua, rendono l'atmosfera un po' surreale... mare o lago?? Ma nessun dubbio sulla gita, piacevolissima e consigliatissima.


Flora e fauna ricchissime di specie rare come la cicogna bianca, il fenicottero, le gru, le oche selvatiche, cigni, germano reale ma anche i falchi di palude, i gheppi, i nibbi, i falconi pellegrini, le poiane e le aquile imperiali e le aquile del Bonelli. Non mancano i rapaci notturni quali il gufo, l'allocco, la civetta e il barbagianni.
Nei boschi che circondano i laghi la fauna è altrettanto ricca con fringuelli, tordi, storni, merli, scriccioli, usignoli e picchi.
I laghi permettono la vita di numerosi rettili come la testuggine d'acqua e di terra, bisce d'acqua, cervoni e vipere. Molto comuni sono i rospi, che spesso raggiungono notevoli dimensioni grazie alla generosa quantità di cibo, le rane, le salamandre e il tritone.
I mammiferi più comuni sono i roditori come gli scoiattoli, i topi campestri, i ghiri, i moscardini e i conigli selvatici. Chiudono la sfilata nauralistica i tassi, le donnole, le faine, le puzzole, i ricci, i furetti e i cinghiali. Più difficili da vedere sono i furtivi e aggressivi gatti selvatici e i timorosi gruppi di daini.

Di tutto questo zoo ho potuto intravedere (ma non fotografare... troppo lenta! O pagaio o fotografo!) una cannaiola, una mega libellula viola pazzia, cefali, ragni a secchiate, pesci non meglio identificati.

lunedì 14 luglio 2014

Racconti

Una vacanza che è sembrata lunghissima, con tante nuove esperienze e tante altre ancora da fare ma già "adocchiate" per la prossima volta. Salento, una terra aspra e dolcissima, contrasti forti e quasi dolorosi immersi in una luce assoluta e nel cicaleggio assordante degli uliveti i n f i n i t i.
Ce n'è di cose da raccontare, ma un po' per volta, che sono così buone e belle che se si raccontano tutte assieme si finirebbe a non capirne più dove inizia una e dove finisce l'altra.

Paper cut | Fabriano 200gr/mq
Certo, una manciata di giorni non ti fa conoscere un territorio con tutte le sue complessità e sfaccettature, ma alcune storie si possono raccontare perchè sono evidenti e sincere. Sono lì.
Non parlerò del mare (bellissimo ma affollatissimo), ne' della Taranta, ne' del barocco leccese; racconterò altre storie, storie più piccole, storie diverse, storie da strade meno trafficate.

Baia dei Turchi

lunedì 30 giugno 2014

Vacanze!

Piccola pausa estiva, ci vediamo fra una decina di giorni. Quest'anno sempre Puglia ma più a sud... Salento arriviamo!!


lunedì 26 maggio 2014

A Londra... se magna!

Il mio zio preferito, gran signore, studioso e buongustaio, una volta mi disse che non esiste paese al mondo dove si mangia male, bisogna solo saper scegliere e non aver paura di spendere.
A Londra si mangia. Bene, male, tanto, poco, cheap o gourmet ma si mangia. Si mangia dovunque e da dovunque, è una sorta di Bignami culinario mondiale!
Una delle cose che gli invidio in assoluto sono i caffè, anche lo scontatissimo Starbucks, dove non mancano mai tavoli, sedie e poltrone a disposizione e a tempo (quasi) indeterminato. Anche il caffè più piccolo ha il Wi-Fi free e nelle catene più grandi come Starbucks e Pret a Manger ci sono le prese di corrente ai tavoli in modo da poter usare il proprio portatile o ricaricare il cellulare.
Nessuno consuma al banco perchè non esiste il bancone! Fai la fila, ordini e o consumi seduto ai tavoli o take away, sicchè niente gomitate, galline profumate che si dimenano, prepotenti che ti passano avanti e caffè ingoiati in fretta e furia mentre ti spingono da tutte le parti.

Bisquit Cafè a Greenwich | Portobello Fresh Juice Bar | Starbucks London Tower | National Geographic Cafè in Brompton Road davanti alle vetrine di Harrod's | Succo di gufo ;) | StreetEspesso a Portobello Market
 I mercati hanno sempre una parte dedicata al food e sinceramente non mi viene di chiamarle "bancarelle" perchè in realtà sono dei negozi in miniatura, con una cura ed un'attenzione che il mio occhio da grafica non può lasciar passare sotto silenzio.
Ogni <bancarella> ha un'esposizione dei prodotti da far invidia alle migliori vetrine d'alta moda, una professionalità evidente nell'immagine grafica e nella cura del packaging personalizzato e sempre, dico sempre, i riferimenti social. Sì, le bancarelle hanno i profili Facebook e Twitter! Essendo itineranti durante l'arco della settimana, puoi sapere in quale market sono il dato giorno semplicemente controllando il loro profilo on line.

Pie di asparagi e funghi nel suo pack personalizzato, a prova di unto e calore
Altro mito da sfatare... panetterie e forni da paura!!! Pani di ogni tipo con una particolare predilezione per i pani integrali e di cerali insoliti. Io che non amo per nulla il pane (la tipica rosetta la detesto, preferisco digiunare piuttosto che mangiarla) ho ceduto ben più di una volta alle lusinghe di questi pani profumati e saporosi. E poi focacce, pie, pizze e lieviti di ogni tipo.
Piacevolissima - e comodissima - l'esposizione della frutta e della verdura in cestini o ciotole, già prezzate. E poi molta attenzione, almeno a parole o meglio a scritte, alla produzione locale ed artigianale, meglio ancora se biologica. Il Km0 insomma!

Mix di mercati Portobello Market, Old Spitalfields Market, Brick Lane Market, Greenwich Market
Eppoi cibo da ogni parte del mondo, non solo le macro cucine classiche (Cina, Italia, India, etc) ma anche piatti regionali o ricette particolari, quindi nello stesso mercato si possono trovare gli arrosticini abruzzesi vicino ai giapponesi yakitori e scoprire insolite affinità elettive!
Cibo libanese, brasiliano, thai, italiano, coreano, inglese, etiope... vabbè prendete un atlante e segnate ogni paese e sappiate che a Londra, sicuramente, potrete trovare e mangiare il cibo del apese scelto.

Mix di mercati Portobello Market, Old Spitalfields Market, Brick Lane Market, Greenwich Market

giovedì 22 maggio 2014

Di ritorno da Londra

Londra è sempre Londra ma ogni volta è diversa. E' talmente dinamica e veloce che può capitare di non ritrovare "quel negozietto" sbirciato la volta precedente semplicemente perchè al suo posto - nel frattempo - è sbucato un grattacielo, ma riserva comunque dei piccoli angoli di tranquillità secolare ed immutabile.
Esaurito il giro museale la scorsa volta, per questa <gita fuori porta> ci siamo dedicati ai giri in giro per la città, macinando una decina di km buoni al giorno, assistiti anche da un bel tempo inusuale per il maggio della perfida Albione! Non era primavera... era estate!
Accolti la prima sera da un'acquazzone madornale, eravamo pronti a fare un salto da Primark per acquistare maglioni ed impermeabili imbottiti, invece l'indomani mattina... cielo turchese e sole splendente. Alla fine da Primark su Oxford Street ci siamo andati, ma per comprare cosine estive e leggere prima di spiaggiarci all'ombra degli alberi di Hyde Park!
Anche se una (due) puntate al V&A Museum le abbiamo fatte, un saltino al Museo di Storia Naturale pure, il grosso è stato per mercati e mercatini, luoghi noti e sperdimenti dietro l'angolo. Non mi sono fatta scappare l'occasione di fare quei 3/4 giga di foto <che piacciono a me>

Calligrafie sparse in giro

Un gusto tutto british per l'handwriting che adoro e che ho importato in cucina! ;) Gli spunti per le nuove calligrafie non sono mancati e mi sono anche concessa l'acquisto di due penne gel ad inchiostro bianco (introvabili qui da me) che saranno indispensabili per le prossime lavorazioni su cartoncini colorati. Sì, sì, capito bene... novità in agguato!

Una cosa che mi piace DA MORIRE di Londra è che mescolano tutto senza tante storie, sacro e profano, povero e ricco, alto e basso, chic e pop, gourmet e street food, ma sempre con grande gusto e stile. A quelli che dicono che gli inglesi non sanno vestire, rispondo che agli inglesi non interessa cosa indossi ma quello che sei! Non hanno problemi a fare un colloquio di lavoro in uno Starbucks davanti ad un caffè e nessuno ti guarda strano se vai a fare la spesa in tuta e infradito a gennaio.
Quindi, quando ho visto le vetrine di Esprit o di Joseph allestite con il "poverissimo" paper cut, non mi sono sconvolta più di tanto, anzi! Allestimenti per luxury store realizzati con la sola carta!
Già qualche anno fa la paper artist Yulia Brodskaya aveva realizzato delle vetrine per il mitico Harrods con la tecnica del quilling ed ora l'uso della carta sembra essere normale.



Shop Window Paper Art
 Questi scatti non sono fantastici perchè molti o sono "rubati" mentre giravamo in bus o hanno dei rifessi spaventosi che non sono riuscita ad eliminare. Nonostante questo, penso rendano bene l'idea di quanto questa tecnica abbia preso piede per l'allestimento delle vetrine.

Shop Window Paper Art
 Alcuni sicuramente realizzati in tipografia con fustelle apposite, visto che dovevano essere presenti in tutti gli store dei brand, ma che fossero pezzi unici o in tiratura limitata erano tutti progettati in maniera impeccabile. Con un notevole Wow effect!

Shop Window Paper Art
 Dagli allestimenti più concettuali, come questo qui sotto in bianco per Joseph che esponeva una selezione Lace effect di vari luxury brand, a quelli essenziali ma poetici del negozio di vini, tutti quanti, a mio avviso, dichiaravano un'attenzione ed una cura del particolare, un gusto per il bello che fa di queste vetrine delle piccole opere d'arte.

Shop Window Paper Art
Arte ufficiale e meno ufficiale.. come la street art. Esitono mappe, tour operator e siti dedicati alla street art londinese, ma secondo me, la caccia ai murales fa perdere il senso stesso dell'arte di strada. La street art deve capitare, ti deve sorprendere dietro un angolo, farti alzare gli occhi verso un pezzo di muro apparentemente irraggiungibile, deve essere improvvisa ed improvvida.


Sempre su strada le porte di Londra, ognuna con una sua storia e con i suoi innumerevoli strati di colore sovrapposto, smalto su smalto, fino a fargli prendere quell'aspetto un po' gommoso da porta delle bambole. Alcune - rigorosissime - incutono quasi timore... poveri postini!


lunedì 12 maggio 2014

London, again

Ebbene sì, non si resiste lontano da Londra troppo a lungo!


E al ritorno... i nuovi pezzi #PorcelainCollection Persia #SummerEdition2014

sabato 7 settembre 2013

#Malesiaswap - un pezzetto di Paper Leaf volerà in oriente!!!

Mancano 2 giorni alla partenza di #malesiaswap, il primo viaggio sperimentale basato sullo swap. Presto inizieremo a sapere come procedono le tappe di questa fantastica esperienza che non sarà solo un viaggio ma anche un'occasione di far conoscere l'Italia in Estremo Oriente.
I due ideatori/viaggiatori/brand ambassador/reporter di viaggio, ossia la Paper Designer, Event Planner, Blogger Barbara Perrone ed il Soul Photograper Davide Tiezzi, non solo se ne andranno in giro tra Singapore (da dove arriveranno sorprese culinarie - Stay Tuned!) e Kuala Lumpur,  tra Kuching e Penang, ma porteranno con loro un po' d'Italia. E che Italia!
Fashion, food&style hanno già trovato posto nelle valigie dei nostri viaggiatori e tra questi c'è anche Paper Leaf! Che onore!!!

Biscottificio Belli | Spuma di Sciampagna | Marville | Paper Leaf | Rough Guides Feltrinelli | Samsung Italia
Sì sì davvero! E' un grande onore partire per la Malesia e con l'importante compito di rappresentare almeno una parte della meravigliosa galassia della creatività artigiana italiana.
Ma non è finita qui, perchè il dialogo est/ovest continuerà anche dopo il termine del viaggio. Come? Seguite l'avventura di #Malesiaswap e lo scoprirete!!!

Paper Leaf & Marville

Quindi pronti a decollare? -2! Da lunedì #Malesiaswap su:

bagnidalmondo
lowcostwed
duemilaecredici su VanityFair.it,
notthesamestuff,
followingyourpassion,
paperleaf,  
tavolaeviaggi.


giovedì 22 agosto 2013

Malesia Swap - Viaggio e scambio a costo (quasi) zero

Una volta c'erano i viaggi studio, i viaggi vacanza, i viaggi organizzati. Oggi c'è Malesia Swap!
Ma potrebbe essere Portogallo Swap, Argentina Swap, Asia Swap, QualunquePosto Swap, perchè i posti cambiano, le persone pure ma non l'idea di base.
Che è tanto semplice quanto geniale (requisito minimo di sistema per le idee geniali) ed antico: il baratto. La moneta corrente non è più denaro ma scambio, scambio di conoscenze, scambio di visibilità, di comunicazione.
L'idea nasce nella vulcanica mente di Barbara Perrone (chi altri avrebbe potuto?) che insieme al Soul Photographer Davide Tiezzi partirà alla volta della Malesia il prossimo 9 settembre, per effettuare un tour che li porterà a Kaula Lumpur, Melaka, Singapore, Kuching e Penang. Il tutto a costo (quasi) zero!
Come sia stato possibile organizzare il tutto me lo hanno raccontato proprio loro, Barbara e Davide, intorno ad un tavolo una sera d'agosto, tra un bicchiere di vino ed una chiacchiera tra amici al suono dei grilli romani.


Diciamo subito che anche se l'idea è semplice, la pianificazione è stata lunga ed accurata, ma non per questo meno divertente ed affascinante! La voglia di scoprire nuovi luoghi, incontrare persone con storie da raccontare, soggiornare in strutture dotate di anima e storia ha spinto Barbara e Davide ad individuare una serie di persone, situazioni e strutture che potessero esprimere il concetto di “coccola di stile”, e con loro intessere un discorso di reciproco scambio e "rendere tangibili nuove forme di viaggio e sinergie anche senza l’utilizzo della moneta convenzionale, dando vita a #malesiaswap."

Malesia Swap | itinerario | by FollowingYourPassion
Un progetto nato sul web, attraverso mail e siti e lentamente diventato reale e concreto, fatto di persone e fra poco anche di esperienze.
In un momento in cui l'immobilismo da crisi sta diventando sempre più pesante, ecco delle persone che riescono a concretizzare le loro idee, i loro desideri e per di più creando anche nuove opportunità.
E sì, perchè si realizzeranno dei dialoghi a distanza, da est ad ovest, da Oriente ad Occidente e viceversa. Infatti Barbara e Davide non saranno solo in viaggio per conoscere nuovi luoghi ma saranno anche brand ambassador di alcuni marchi italiani interessati a farsi conoscere anche in Estremo Oriente.

Volete avere un piccolo anticipo di quello che poi ci racconteranno Barbara e Davide? Ecco le strutture che hanno deciso di partecipare allo swap:
Batik Hotel, Straits Collection, Noordin Mews, Penaga Hotel, Macalister Mansion, Tanoti Crafts, China House.

Dalla vecchia Europa noi li seguiremo passo passo nel loro viaggio, postanto, twittando, cinguettando e scrivendo. Siamo bagnidalmondo, lowcostwed, duemilaecredici su VanityFair.it, followingyourpassion, paperleaf, tavolaeviaggi.

Per seguirli in diretta
Blog: www.tangibiliemozionidicarta.wordpress.com
Facebook: www.facebook.com/tangibiliemozionidcarta
Twitter: @tangibiliemoz
L’hastag per seguire l’avventura: #malesiaswap

Pronti? Si parte il 9 Settembre!

sabato 13 luglio 2013

NanoVacanza

Tornati alla base dopo la toccata e fuga in zona Gargano per la nano vacanza di Luglio. Più che una vacanza è stata una fuga, visto che fino all'ultimo era rimasta in bilico... si parte? Sì? No? Sì!!!
Valigia fatta alla zozzona (ossia prendi la valigia, apri l'armadio e butta dentro X cose, spera che s'adattino tra di loro o almeno facciano amicizia durante il viaggio d'andata), chiusura del Blomming Shop al volissimo e via che si parte.
L'ultima volta che ero stata sul Gargano c'erano le lire, il muro di Berlino era ancora in piedi ed i telefoni andavano a gettoni. Qualcuno che legge queste righe manco era nato... Vabbè, diciamo tanti anni fa che si fa prima!
Una settimana di relax, mare e sole che ci voleva proprio. Armata di protezione 50/30/20 - una per ogni pezzetto di pelle - sono riuscita ugualmente a scottarmi ed eritemarmi, ma almeno sono riuscita ed evitare i miei soliti cataclismici guai (Toscana 1998: ustione solare - Sardegna 2005: frattura metacarpo piede dx - Egitto 2007: congestione per testardaggine [volevo vedè il dugongo... 4/5 ore a mollo] - Egitto 2009: svenimento per disidratazione, e via andare).
Troppo breve per annoiarsi, troppo lunga per essere solo entusiasti. Che dire, come sempre luci&ombre sull'esperienza vacanziera in Italia.

Vieste | Vista mare
Zona Vieste/Peschici/Rodi Garganico, ricettività notevole, forse troppa e troppo poca scelta (low cost). Mi è sembrato mancasse quasi del tutto una ricettività turistica sopra le 4 stelle e forse il territorio meriterebbe qualcosa di più "upper". Tutti assolutamente gentili, accoglienti e disponibili ma forse un filino uniformati, massificati. Tanti campeggi, tante pizzerie, artigianato locale schiacciato da mille botteghe clonate con merce tra il centro sociale occupato e la cineseria da ingrosso. Poco spiccava, a parte un'invasione di gufi d'ogni tipo.

Gufeide Garganica
Scatti bruttini ma la luce artificiale è quel che l'è!
Tra le note positive devo assolutamente segnalare il ristorante "Arcaroli" a Vieste. Un ristorantino leggermente discosto dalle (due) vie centrali, immerso nella tranquillità dei vicoli del borgo vecchio, gestito da Nicole e Vincenzo con una notevole dose di creatività per cui le portate sono all'insegna della tradizione ma rivisitate in chiave moderna con gradevolissime presentazioni ed impiattamenti molto piacevoli. Tra i vari piatti che abbiamo sperimentato, buonissimo il Caciocavallo Podolico alla brace con fili di miele e questo fantastico Millefoglie di melanzana e mozzarella con Coulis di pomodoro e pesto di basilico... slurph!

Arcaroli | Millefoglie di Melanzana e Mozzarella Fior di Latte con Coulis di Pomodoro e Pesto di Basilico
Mi sento di consigliarlo assolutamente! Una piccola oasi di bellezza e gentilezza, fra tanti locali un po' tutti uguali nei sapori.
Potevano mancare i gatti? Assolutamente no, e questi di Vieste erano decisamente insoliti! Accanto all'albergo una colonia felina rupestre aveva eletto a suo domicilio la falesia a picco sul mare. Adulti e cuccioli zompettavano tranquillamente a 8 metri d'altezza con una sicurezza da farsi venire l'infarto.

3 cats on the rocks
In questo collage alla "zozzona" ce ne sono 3 e del terzo me ne sono accorta solo in fase di "montaggio". Gatto mimetico!
Bòn, vacanza finita, adesso si rinizia a produrre! Il mare ha fatto il suo dovere d'ispiratore e le idee sono springate!

lunedì 9 luglio 2012

Abruzzo #02 Luci e ombre

Mettendo ordine nei pochi scatti della micro-vacanza abruzzese mi si fa sempre più forte la sensazione che quella parte di territorio sia davvero diviso in zone di luce e zone d'ombra, un territorio dai fortissimi contrasti sia naturali che umani.
Una natura ancora selvatica, ricchissima, quasi "invasiva", che si riappropria di ogni lembo di territorio abbandonato, ma anche una natura sfregiata, umiliata gratuitamente con interventi che hanno dell'inconcepibile. Penso alla Riserva Naturale delle Sorgenti del Pescara che è un luogo incantato, un angolo di meraviglia dove le risorgive delle acque di campo Imperatore emergono dopo un percorso sotterraneo di 30km. Uccelli, insetti, specie vegetali si affastellano in quest'eccezionale area umida di appena 49 ettari, al cui centro spicca l'incredibile laghetto cristallino. Le acque sono talmente trasparenti che è possibile vedere sul fondo la sabbia che "ribolle" sulle sorgenti. Fantastico!
Riserva Sorgenti del Pescara | panorama sull'acqua e sott'acqua | Per la serie: a che serve portarsi la digitale underwater in montagna? A fare scatti così!
E poi penso che questa eccezionale zona umida è attraversata dall'autostrada Roma-Pescara, con i piloni del cavalcavia che si infilano nel canneto, una cava che sovrasta le risorgive ed un mega stabilimento per l'imbottigliamento delle acque poco a nord.
Sarebbe stato così impossibile fare l'autostrada un po' più a est, non autorizzare la cava in quel luogo ed imporre criteri di rispetto paesaggistico allo stabilimento?



E che dire del sito archeologico di Peltuinum? Città vestina sorta lungo un percorso tratturale fra il I secolo a.c. ed il I sec. d.c. divenuta romana nel III d.c. ha avuto campagne di scavo recenti, a partire dal 1983, che hanno messo in luce il teatro, un tempio e tratti di mura sul pianoro su cui sorgeva la città. Abbandonata intorno al IV d.c. ha subito intensa opera di spoliazione di materiale edilizio con cui sono state realizzate varie chiese nei dintorni, soprattutto la chiesa di San Paolo in Peltuinim, che sorge nel sito archeologico.

sabato 7 luglio 2012

Abruzzo #01

Già di ritorno nella metropoli... Per motivi vari ed eventuali abbiamo lasciato, a malincuore, la brulla terra di Laga e siamo tornati in quel della capitale. Rientrati a casa con la macchina, i bagagli ed il corpo ma la testa rimane lì perché è stato troppo poco il tempo per girare ma abbastanza per rimanere prima stupiti, poi sorpresi ed infine... alterati. Ma andiamo per ordine!


Giro davvero basic ma, nelle intenzioni, completo. Campo base a Rocca Calascio presso il Rifugio della Rocca, delizioso albergo diffuso gestito con cura da Susanna e dalla famiglia grande e simpaticissima, munita di nonna fenomenale, gatto con gli stivali e figli alti come le torri del castello che sovrasta l'abitato. Abitato, be' insomma... Rocca Calascio farà 10 abitanti, gatti compresi ed è un ex borgo abbandonato in fase di recupero, recupero che procede con tutti gli intoppi del caso e del terremoto del 2009.
Per le romantiche e non, diciamo che nella rocca ci hanno girato alcune scene di Lady Hawke, ma pure qualcosa del Nome della Rosa, Il viaggio della Sposa ed altre pellicole. Per gli animalisti diciamo che la popolazione quadrupede è quasi pari a quella umana, con tre gatti (Oscar, Macchia e Grigia) e due/tre cani.


L'idea era quella di fare base lì e poi andare in giro per la Piana di Navelli e dintorni, fino a spingerci verso Chieti. In rete avevo trovato parecchie informazioni sui siti interessanti sia dal punto di vista naturalistico che dal punto di vista storico-artistico ed avevo creato degli itinerari, fatto i PDF con tutte le descrizioni e messi sul tablet in modo d'averli sempre disponibili. Unico supporto cartaceo... la cartina pieghevole. Si, quella plissettata, che una volta aperta neanche un cintura nera di origami riesce a ripiegare correttamente.
Dicevamo che l'idea di giri in giro era quella e, purtroppo, a livello d'idea è rimasta. Già la sera del primo giorno abbiamo capito che non sarebbe andata come avevamo pensato e che ci sarebbero stati dei problemi... i luoghi naturali meravigliosi, paesaggi da capogiro, testimonianze storico-artistiche formidabili, chiese, abbazie con affreschi incredibili, flora ricchissima.
Ma anche indicazioni nulle, segnali stradali dei luoghi d'interesse assenti o peggio ancora fuorvianti, chiese ed abbazie chiuse e completamente incustodite, siti archeologici senza la ben che minima forma di custodia o struttura ricettiva. Anche il navigatore era impazzito e preso dall'ebbrezza del selvaggio c'ha trascinato per sterrati e tratturi neanche avessimo un fuoristrada invece della Micra!
Insomma, potenziale alto ma scarsissimi risultati. Ci è sembrato che la vocazione turistica di quella parte di Abruzzo consista nella presenza di bar (chiusi), affittacamere e ristoranti (chiusi) con il nome del luogo "famoso" a cui sono vicini.
Impressione, alla fin fine convalidata, dalle persone del posto con cui abbiamo parlato. Persone fantastiche, disponibili e gentilissime, qualcuna rassegnata e qualcun altra inviperita dallo stato delle cose. Perché è un dato di fatto che la situazione sia stagnante e paludosa e non è stato il terremoto a decretarla, al massimo ha solo peggiorato ed inasprito un immobilismo atavico e profondo in questa terra che affonda le sue radici in un passato millenario e formidabile.
Ora è sicuro che buona parte del fascino e della magia di questa parte d'Italia è data dall'assenza di un turismo di massa che permette di fare l'esperienza del "viaggio personale", d'avere la sensazione di riscoprire luoghi dimenticati e di fare incontri fortuiti ed interessantissimi; d'altro canto proprio questa assenza di turismo porta un abbandono progressivo dei luoghi, al saccheggio dei siti archeologici, al vandalismo (spesso inconsapevole) naturalistico o comunque all'incuria dei beni artistici e naturalistici perché percepiti come non remunerativi.
Gli esempi abbastanza semplici ma illuminanti: le gole di Celano.
Di queste posso solo dire che l'unica testimonianza della loro esistenza ci è stata data dal ristorante (chiuso) sulla strada. Per il resto buio fitto. Non un cartello, non un'indicazione, nulla! Solo uno sterrato che s'inerpicava per la collina a seguito di un'insegna criptica: "Percorso Montain Bike". Dopo 1Km di salita a piedi senza incontrare anima viva ne' indicazione alcuna abbiamo desistito, anche perché la via si faceva sempre più ripida e poco certa. Abbiamo scoperto solo dopo che avremmo dovuto seguire le indicazioni per il "ristorante La Foce" un paio di chilometri prima. Normale no? La prossima volta mettete un cartello con un rebus. Con un'anagramma... Lago di Neolie

sabato 30 giugno 2012

Si parte! Micro vacanza in quel dell'Abruzzo

Lo faccio per amore. Tanto amore per l'AmorMio, il fidanzo, il mio Lui, il mio Tutto.
Quest'anno si va in montagna per la vacanza. Non montagna montagna tipo Dolomiti, ghiacciai e baite ma montagna media, 1200/1400mt. Ma pur sempre montagna!
Che bello vero? Camminate sotto al sole con scarpe fresche come burritos, serate a -5° a contemplar le stelle, zompi di torrente a rischio caviglia.
Lo faccio per amore. Vedremo. Io cercherò di trascinarlo (ho fatto un itinerario serratissimo) a vedere abbazie romaniche a fondo valle, lui cercherà di convincermi a fare il giro in giro del monte, io ribatterò con visite ad eremi speleologici, lui mi farà mangiare carne solo carne, io andrò in cerca di qualche spa.
Insomma per me andare in montagna d'estate a camminare, ha come unica valida motivazione quella d'essere inseguiti dai nazisti e dover scappare oltre confine. Ho acquistato delle scarpe da trekking e mi sono sentita come Carrie Bradshaw... respiro profondamente... farò tante foto... avrò il naso spellato dal sole... vedrò tanti animali... avrò caldo di giorno e freddo di notte... i panorami saranno meravigliosi... mi faranno male i piedi...


Rocca Calascio | Foto: Andrea Campo - Nikon Club
Si partirà da qui, Rocca Calascio, e andremo avanti un po' seguendo il mio itinerario storico-culturale e un po' l'itinerario natural-gastronomico dell'AmorMio.
Capestrano, Monti della Laga, Stiffe, Bominaco, Popoli, Santo Stefano di Sessanio, San Clemente a Casauria, Torre de' Passeri e via a seguire.
Insomma, se sopravvivo, ci aggiorniamo prossimamente!

Panorama da Rocca Calascio | Foto: Claudio Rampini - Nikon Club