La raccolta differenziata da queste parti (Roma nord-est) è in "rodaggio" da almeno 15 anni ma io non demordo. Sono una di quelle persone convinte che la differenza si può fare con i piccoli gesti quotidiani e la raccolta differenziata è una di quelli.
Nella città con la più grande discarica europea, in pre-crisi immondizia da un momento all'altro, penso sia un dovere a cui non ci può sottrarre. Non c'è pigrizia, ignoranza o menefreghismo che tenga. E' solo una questione d'abitudine dividere i rifiuti, gli spazi si organizzano (ormai le soluzioni impilabili e/o esteticamente carine ci sono) e dopo qualche settimana è meno tragico di quel che sembrava all'inizio. E se fare la differenziata è uno strazio insopportabile, impariamo ad acquistare con coscienza: compriamo prodotti con imballi ridotti al minimo e riclicabili, facciamo la spesa con la sportina di stoffa, le shopper di tela plastificata o le stilosissime Grocery Bag di Beware Of Cat, preferiamo prodotti sfusi a quelli confezionati e via dicendo.
Personalmente, se posso scegliere, acquisto prodotti in confezioni di vetro, che anche se non verrà mai riciclato, almeno non inquina/avvelena/degrada l'ambiente. Al massimo ci si taglia!
Eppoi il vetro si presta ad altri usi. Alzi la mano chi non ha qualche vecchio barattolo vuoto, nascosto in cucina che "non si può mai sapere ma un barattolo può sempre servire"?
Quante board di Pinterest pullulano di buone idee per riutilizzare bottiglie di vetro? Quante volte abbiamo lasciato perdere all'idea di rimetterci qualche falange?
Per questo tutorial non c'è bisogno di nessun tributo in sangue umano, ma solo di bottiglie di vetro, pazienza ed un minimo sindacale di fantasia.
Il cestino del vetro era pieno e loro due (una XS da aperitivo analcolico ed una S da condimento allo yogurt) già sciacquate ed asciugate, sono rimaste sullo scolapiatti. Ci sono rimaste quel giorno in più che mi sono affezionata ed abbastanza da farmi venire il grillo della sperimentazione.
venerdì 26 luglio 2013
mercoledì 24 luglio 2013
Wave - il classico che non m'annoia
Capita mai d'avere delle idee chiare, nette, così perfette che non c'è neanche bisogno di segnarsele per paura di dimenticarle?
E capita mai di NON (di)segnarle e vederle svanire come nebbia al sole l'indomani mattina?
Già già... tutta la settimana di mare, i miei neuroni erano iperattivi, scoppiettanti, in grandissima forma! Idee a destra e a manca, da sopra e da sotto, tante, tantissime belle tonde fatte e finite.
Bene. Tutte, tuttissime sciolte in una nebbiolina idistinta d'ideuzze smozzicate e zoppicanti.
Mi sono ributtata a pesce sulle vecchie care cose sicure, tanto per darmi una spintarella mentale ed un contegno creativo. Un po' di Wave non ci sta mai male!
Poi complici queste ametiste burattate, mi facevano venire in mente qualcosa di greco antico e non ho resistito... tre schiaccini tondi a mo' di distanziatori gli danno quell'aria davvero egea ed antica che profuma di silenzi e pietre.
Loro se ne stanno già su Blomming, zitti e buoni, in attesa di trovar lobi accoglienti. < QUI >
Presa la palla al balzo e - soprattutto - avendo già messo in forma un altra coppia di onde e avendo messo le mani su di un filo di rondelle d'agata verde, ne ho fatto un'altro esemplare. Tanto per rincuorarmi.
Con la doratura melage e le agate verdi messe in sfumatura digradante. Oh, questo filo mi darà grandi soddisfazioni!! Mi piace questo verde quasi trasparente, quasi goccia d'acqua ferma sull'erba. E la doratura irregolare è perfetta.
E come se non bastasse, sto rientrando nel trip da Arabesque!!
O Musa delle Nuove Idee, dove cavolo ti sei cacciata? Ti stai facendo un aperitivo in riva al mare? Stai inseguendo qualche bel fanciullo?
No, va bene tutto, però almeno avverti... questo cervello non è un albergo!
E capita mai di NON (di)segnarle e vederle svanire come nebbia al sole l'indomani mattina?
Già già... tutta la settimana di mare, i miei neuroni erano iperattivi, scoppiettanti, in grandissima forma! Idee a destra e a manca, da sopra e da sotto, tante, tantissime belle tonde fatte e finite.
Bene. Tutte, tuttissime sciolte in una nebbiolina idistinta d'ideuzze smozzicate e zoppicanti.
Mi sono ributtata a pesce sulle vecchie care cose sicure, tanto per darmi una spintarella mentale ed un contegno creativo. Un po' di Wave non ci sta mai male!
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| AmethystWave | cartoncino di cotone, orone, ametiste | Paper earrings | cotton paper, faux gold leaf, amethyst |
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| AmethystWave | cartoncino di cotone, orone, ametiste | Paper earrings | cotton paper, faux gold leaf, amethyst |
Presa la palla al balzo e - soprattutto - avendo già messo in forma un altra coppia di onde e avendo messo le mani su di un filo di rondelle d'agata verde, ne ho fatto un'altro esemplare. Tanto per rincuorarmi.
Con la doratura melage e le agate verdi messe in sfumatura digradante. Oh, questo filo mi darà grandi soddisfazioni!! Mi piace questo verde quasi trasparente, quasi goccia d'acqua ferma sull'erba. E la doratura irregolare è perfetta.
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| GreenWave_07 | cartoncino di cotone, orone melange, agate verdi | Paper earrings | cotton paper, faux gold leaf, agate |
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| GreenWave_07 | cartoncino di cotone, orone melange, agate verdi | Paper earrings | cotton paper, faux gold leaf, agate |
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| GreenWave_07 | cartoncino di cotone, orone melange, agate verdi | Paper earrings | cotton paper, faux gold leaf, agate |
O Musa delle Nuove Idee, dove cavolo ti sei cacciata? Ti stai facendo un aperitivo in riva al mare? Stai inseguendo qualche bel fanciullo?
No, va bene tutto, però almeno avverti... questo cervello non è un albergo!
sabato 20 luglio 2013
Granita di pesca con panna e scaglie di mandorle
Anche se un quid di sangue siciliano scorre nelle mie vene, confesso d'aver messo piede sull'isola solo a 20anni suonati.
Il quid è veramente pocopocopoco, allungato con DNA austriaco, ungherese, ebraico, abruzzese e sabino (e leggende di famiglia parlano di una trisnonna franzosa) ma bastevole a creare incidenti diplomatico-culiinari per un paio di generazioni.
Di questo mix europeo ne avevo parlato già qui descrivendone una delle conseguenze più piacevoli, ma ricordo cene di Natale degne di traumi infantili. Con abitudini divise dalla Linea Gotica Culinaria tra sudisti (olio, pesce, peperoncino, etc) e nordisti (burro, maiale e salse), con mia madre che cucina orrendamente (a chi serve stare a dieta? Un paio di settimane con lei e perdete 5 chili sicuro!) ed una certa schizzinosità tipica degli umani fino ai 20anni, mi erano sconosciti interi piatti e pietanze.
Tipo? Tipo:
Nata e vissuta sempre a Roma, per me granita era sinonimo di grattachecca, ossia di una schifosissima pappa di ghiaccio tritato condita con sciroppi dai colori improbabili, il cui gusto variava dal cartoncino tritato all'orrore stantio. Più o meno come leccare le pareti interne di un frigorifero.
Piuttosto mi chiudo un dito in una porta. Piuttosto mi cauterizzo le papille gustative. Piuttosto.
Sicchè, al mio primo giro in giro in terra siciliana, ogni volta che qualcuno mi diceva di assaggiare la granita io assumevo l'espressione tipica del condannato a morte, brividi d'orrore mi correvano lungo la schiena e declinavo più o meno educatamente l'invito.
Poi, sul finire delle vacanze, cedetti per stanchezza ed assaggiai sta' famosa granita… una rivelazione, un'esplosione di sensi, un'epifania di frescura fruttata e mentre le mie papille pogavano in estasi, piansi lacrime di commozione e di pentimento! Quante granite perse! Quanti trip sensoriali svaniti!
Dopo la quinta granita dovettero portarmi via a forza.
Ma non tutto fu vano! Feci una corte serrata al granitaro, lo implorai, lo minacciai, piansi, rivendicai le mie origini corleonesi, lo lusingai, lo snervai a tal punto che alla fine cedette… mi diede la ricetta!!!!!
Va da se' che farsi la granita a casa non è paragonabile a quella che si può mangiare in Sicilia, ma con un po' di buona volontà e un pizzico di fantasia si può provare a fare l'imitazione.
Granita di pesca con panna e scaglie di mandorle
• 500gr pesche gialle mature (sbucciate e private del nocciolo)
• 150 gr di zucchero
• 150ml acqua minerale (meno calcare, ma va bene anche quella di casa)
• limone
Extra:
• panna
• scaglie di mandorle / graniglia di pistacchio / pinoli
In un tegame mettete l'acqua e lo zucchero e, a fuoco moderato, fate sciogliere lo zucchero fino ad ottenere uno sciroppo. Nel frattempo sbucciate e pulite le pesche, pesatele e frullatele fino ad ottenere una polpa liquida. Aggiungete il succo di 1/2 limone. Versate la polpa nello sciroppo in ebollizione, mescolate e togliete dal fuoco.
Versate il tutto in un recipiente adatto al freezer, meglio se in acciaio (perfette le ciotole in acciaio inox di MammaIkea, le Blanda Blank), aspettate che si raffreddi e poi mettere in freezer per almeno 6 ore. Ogni ora circa con un forchettone o una frusta rimestare la granita in maniera da mantenerla sempre morbida e non farla ghiacciare completamente.
Togliete la granita dal freezer 10 minuti prima di servirla, ridategli una bella girata per renderla cremosa ed omogenea, porzionate in bicchierini, ciotole, bicchieri alti o dove più vi garba, guarnite con panna e scaglie di mandorle o pistacchi o pinoli.
Gustate leccandovi i baffi.
Allora? Siete ancora lì??? Keep calm and take a granita!
Il quid è veramente pocopocopoco, allungato con DNA austriaco, ungherese, ebraico, abruzzese e sabino (e leggende di famiglia parlano di una trisnonna franzosa) ma bastevole a creare incidenti diplomatico-culiinari per un paio di generazioni.
Di questo mix europeo ne avevo parlato già qui descrivendone una delle conseguenze più piacevoli, ma ricordo cene di Natale degne di traumi infantili. Con abitudini divise dalla Linea Gotica Culinaria tra sudisti (olio, pesce, peperoncino, etc) e nordisti (burro, maiale e salse), con mia madre che cucina orrendamente (a chi serve stare a dieta? Un paio di settimane con lei e perdete 5 chili sicuro!) ed una certa schizzinosità tipica degli umani fino ai 20anni, mi erano sconosciti interi piatti e pietanze.
Tipo? Tipo:
Nata e vissuta sempre a Roma, per me granita era sinonimo di grattachecca, ossia di una schifosissima pappa di ghiaccio tritato condita con sciroppi dai colori improbabili, il cui gusto variava dal cartoncino tritato all'orrore stantio. Più o meno come leccare le pareti interne di un frigorifero.
Piuttosto mi chiudo un dito in una porta. Piuttosto mi cauterizzo le papille gustative. Piuttosto.
Sicchè, al mio primo giro in giro in terra siciliana, ogni volta che qualcuno mi diceva di assaggiare la granita io assumevo l'espressione tipica del condannato a morte, brividi d'orrore mi correvano lungo la schiena e declinavo più o meno educatamente l'invito.
Poi, sul finire delle vacanze, cedetti per stanchezza ed assaggiai sta' famosa granita… una rivelazione, un'esplosione di sensi, un'epifania di frescura fruttata e mentre le mie papille pogavano in estasi, piansi lacrime di commozione e di pentimento! Quante granite perse! Quanti trip sensoriali svaniti!
Dopo la quinta granita dovettero portarmi via a forza.
Ma non tutto fu vano! Feci una corte serrata al granitaro, lo implorai, lo minacciai, piansi, rivendicai le mie origini corleonesi, lo lusingai, lo snervai a tal punto che alla fine cedette… mi diede la ricetta!!!!!
Va da se' che farsi la granita a casa non è paragonabile a quella che si può mangiare in Sicilia, ma con un po' di buona volontà e un pizzico di fantasia si può provare a fare l'imitazione.
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| Granita di pesca con pannae scaglie di mandorla | Peach slush with whipped cream and almond flakes |
Granita di pesca con panna e scaglie di mandorle
• 500gr pesche gialle mature (sbucciate e private del nocciolo)
• 150 gr di zucchero
• 150ml acqua minerale (meno calcare, ma va bene anche quella di casa)
• limone
Extra:
• panna
• scaglie di mandorle / graniglia di pistacchio / pinoli
In un tegame mettete l'acqua e lo zucchero e, a fuoco moderato, fate sciogliere lo zucchero fino ad ottenere uno sciroppo. Nel frattempo sbucciate e pulite le pesche, pesatele e frullatele fino ad ottenere una polpa liquida. Aggiungete il succo di 1/2 limone. Versate la polpa nello sciroppo in ebollizione, mescolate e togliete dal fuoco.
Versate il tutto in un recipiente adatto al freezer, meglio se in acciaio (perfette le ciotole in acciaio inox di MammaIkea, le Blanda Blank), aspettate che si raffreddi e poi mettere in freezer per almeno 6 ore. Ogni ora circa con un forchettone o una frusta rimestare la granita in maniera da mantenerla sempre morbida e non farla ghiacciare completamente.
Togliete la granita dal freezer 10 minuti prima di servirla, ridategli una bella girata per renderla cremosa ed omogenea, porzionate in bicchierini, ciotole, bicchieri alti o dove più vi garba, guarnite con panna e scaglie di mandorle o pistacchi o pinoli.
Gustate leccandovi i baffi.
Allora? Siete ancora lì??? Keep calm and take a granita!
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ricetta
sabato 13 luglio 2013
NanoVacanza
Tornati alla base dopo la toccata e fuga in zona Gargano per la nano vacanza di Luglio. Più che una vacanza è stata una fuga, visto che fino all'ultimo era rimasta in bilico... si parte? Sì? No? Sì!!!
Valigia fatta alla zozzona (ossia prendi la valigia, apri l'armadio e butta dentro X cose, spera che s'adattino tra di loro o almeno facciano amicizia durante il viaggio d'andata), chiusura del Blomming Shop al volissimo e via che si parte.
L'ultima volta che ero stata sul Gargano c'erano le lire, il muro di Berlino era ancora in piedi ed i telefoni andavano a gettoni. Qualcuno che legge queste righe manco era nato... Vabbè, diciamo tanti anni fa che si fa prima!
Una settimana di relax, mare e sole che ci voleva proprio. Armata di protezione 50/30/20 - una per ogni pezzetto di pelle - sono riuscita ugualmente a scottarmi ed eritemarmi, ma almeno sono riuscita ed evitare i miei soliti cataclismici guai (Toscana 1998: ustione solare - Sardegna 2005: frattura metacarpo piede dx - Egitto 2007: congestione per testardaggine [volevo vedè il dugongo... 4/5 ore a mollo] - Egitto 2009: svenimento per disidratazione, e via andare).
Troppo breve per annoiarsi, troppo lunga per essere solo entusiasti. Che dire, come sempre luci&ombre sull'esperienza vacanziera in Italia.
Zona Vieste/Peschici/Rodi Garganico, ricettività notevole, forse troppa e troppo poca scelta (low cost). Mi è sembrato mancasse quasi del tutto una ricettività turistica sopra le 4 stelle e forse il territorio meriterebbe qualcosa di più "upper". Tutti assolutamente gentili, accoglienti e disponibili ma forse un filino uniformati, massificati. Tanti campeggi, tante pizzerie, artigianato locale schiacciato da mille botteghe clonate con merce tra il centro sociale occupato e la cineseria da ingrosso. Poco spiccava, a parte un'invasione di gufi d'ogni tipo.
Scatti bruttini ma la luce artificiale è quel che l'è!
Tra le note positive devo assolutamente segnalare il ristorante "Arcaroli" a Vieste. Un ristorantino leggermente discosto dalle (due) vie centrali, immerso nella tranquillità dei vicoli del borgo vecchio, gestito da Nicole e Vincenzo con una notevole dose di creatività per cui le portate sono all'insegna della tradizione ma rivisitate in chiave moderna con gradevolissime presentazioni ed impiattamenti molto piacevoli. Tra i vari piatti che abbiamo sperimentato, buonissimo il Caciocavallo Podolico alla brace con fili di miele e questo fantastico Millefoglie di melanzana e mozzarella con Coulis di pomodoro e pesto di basilico... slurph!
Mi sento di consigliarlo assolutamente! Una piccola oasi di bellezza e gentilezza, fra tanti locali un po' tutti uguali nei sapori.
Potevano mancare i gatti? Assolutamente no, e questi di Vieste erano decisamente insoliti! Accanto all'albergo una colonia felina rupestre aveva eletto a suo domicilio la falesia a picco sul mare. Adulti e cuccioli zompettavano tranquillamente a 8 metri d'altezza con una sicurezza da farsi venire l'infarto.
In questo collage alla "zozzona" ce ne sono 3 e del terzo me ne sono accorta solo in fase di "montaggio". Gatto mimetico!
Bòn, vacanza finita, adesso si rinizia a produrre! Il mare ha fatto il suo dovere d'ispiratore e le idee sono springate!
Valigia fatta alla zozzona (ossia prendi la valigia, apri l'armadio e butta dentro X cose, spera che s'adattino tra di loro o almeno facciano amicizia durante il viaggio d'andata), chiusura del Blomming Shop al volissimo e via che si parte.
L'ultima volta che ero stata sul Gargano c'erano le lire, il muro di Berlino era ancora in piedi ed i telefoni andavano a gettoni. Qualcuno che legge queste righe manco era nato... Vabbè, diciamo tanti anni fa che si fa prima!
Una settimana di relax, mare e sole che ci voleva proprio. Armata di protezione 50/30/20 - una per ogni pezzetto di pelle - sono riuscita ugualmente a scottarmi ed eritemarmi, ma almeno sono riuscita ed evitare i miei soliti cataclismici guai (Toscana 1998: ustione solare - Sardegna 2005: frattura metacarpo piede dx - Egitto 2007: congestione per testardaggine [volevo vedè il dugongo... 4/5 ore a mollo] - Egitto 2009: svenimento per disidratazione, e via andare).
Troppo breve per annoiarsi, troppo lunga per essere solo entusiasti. Che dire, come sempre luci&ombre sull'esperienza vacanziera in Italia.
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| Vieste | Vista mare |
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| Gufeide Garganica |
Tra le note positive devo assolutamente segnalare il ristorante "Arcaroli" a Vieste. Un ristorantino leggermente discosto dalle (due) vie centrali, immerso nella tranquillità dei vicoli del borgo vecchio, gestito da Nicole e Vincenzo con una notevole dose di creatività per cui le portate sono all'insegna della tradizione ma rivisitate in chiave moderna con gradevolissime presentazioni ed impiattamenti molto piacevoli. Tra i vari piatti che abbiamo sperimentato, buonissimo il Caciocavallo Podolico alla brace con fili di miele e questo fantastico Millefoglie di melanzana e mozzarella con Coulis di pomodoro e pesto di basilico... slurph!
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| Arcaroli | Millefoglie di Melanzana e Mozzarella Fior di Latte con Coulis di Pomodoro e Pesto di Basilico |
Potevano mancare i gatti? Assolutamente no, e questi di Vieste erano decisamente insoliti! Accanto all'albergo una colonia felina rupestre aveva eletto a suo domicilio la falesia a picco sul mare. Adulti e cuccioli zompettavano tranquillamente a 8 metri d'altezza con una sicurezza da farsi venire l'infarto.
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| 3 cats on the rocks |
Bòn, vacanza finita, adesso si rinizia a produrre! Il mare ha fatto il suo dovere d'ispiratore e le idee sono springate!
venerdì 28 giugno 2013
Mesozoica4Kids per Jurassik Art
Quando è iniziata l'avventura di Mesozoica di certo non pensavo che avrebbe avuto risvolti così insoliti e difficili. Non parlo a livello progettuale o realizzativo dei pezzi, parlo di JurassikArt!
Una due-giorni di workshop for kids dove Paper Leaf ha declinato in versione baby il concept di Mesozoica.
Sempre ospite della Mostra Dinosauri in Carne ed Ossa curata dell'Associazione Paleontologica APPI, nella sede della Villa Mirabello a Monza (ormai sono quasi di casa!) e con la sempre preziosa collaborazione di Barbara Perrone, mi sono lanciata in questa paleo-fashion-kids-adventure!
Ora, dire che è stato tutto semplice, divertente e facile sarebbe ipocrita. E' stato sicuramente emozionante, inedito, insolito e tanto tanto stancante. Adesso capisco tante mamme distrutte!!!
L'accoglienza è stata talmente entusiasta che siamo state costrette a fare dei turni e creare 4 workshop al giorno, in modo d'avere il tempo di preparare il materiale e sistemare la sala tra un workshop e l'altro. Sinceramente pensavo un minore entusiasmo per i DinoFashion4Kids, ed invece mi sono ritrovata a finire il materiale ed a dover inventare nuove soluzioni per non deludere tutti i bimbi che volevano assolutamente un braccialetto dei dinosauri. Una bella sfida!
Impossibile fare foto, i piccoli bipedi rosa non lasciavano un attimo di tregua, ma fortunatamente il prode fotografo Davide Tiezzi ha - come al solito - colto gli attimi salienti, realizzando scatti meravigliosi.
Devo dire che la sfida più tosta è stata quella di progettare un "gioiello" che fosse una declinazione concettuale di Mesozoica, ma che fosse anche per bambini e - soprattutto - realizzabile da bambini, quindi di semplice assemblaggio e con una componente che dovesse essere creata ed elaborata proprio da loro.
Alla fine l'idea è venuta fuori ed è stata la scusa per provare anche un nuovo strumento: il plotter da taglio. Fantastico!!!
Gli ingredienti base sono stati carta (ovvio), cartoncino ondulato, lacci scamosciati, pennarelli, colla e dinosauri. Ops, c'era anche un mammut! :)
Poi chiaramente bimbi a go-go, facce sorridenti e tanta tanta soddisfazione! Adesso ho bisogno di una vacanza per recuperare! Nel frattempo la mostra è stata prorogata, quindi se vi va, se siete dalle parti di Monza e se vi piacciono i vecchi sauri... fate un po' voi!
Una due-giorni di workshop for kids dove Paper Leaf ha declinato in versione baby il concept di Mesozoica.
Sempre ospite della Mostra Dinosauri in Carne ed Ossa curata dell'Associazione Paleontologica APPI, nella sede della Villa Mirabello a Monza (ormai sono quasi di casa!) e con la sempre preziosa collaborazione di Barbara Perrone, mi sono lanciata in questa paleo-fashion-kids-adventure!
Ora, dire che è stato tutto semplice, divertente e facile sarebbe ipocrita. E' stato sicuramente emozionante, inedito, insolito e tanto tanto stancante. Adesso capisco tante mamme distrutte!!!
L'accoglienza è stata talmente entusiasta che siamo state costrette a fare dei turni e creare 4 workshop al giorno, in modo d'avere il tempo di preparare il materiale e sistemare la sala tra un workshop e l'altro. Sinceramente pensavo un minore entusiasmo per i DinoFashion4Kids, ed invece mi sono ritrovata a finire il materiale ed a dover inventare nuove soluzioni per non deludere tutti i bimbi che volevano assolutamente un braccialetto dei dinosauri. Una bella sfida!
Impossibile fare foto, i piccoli bipedi rosa non lasciavano un attimo di tregua, ma fortunatamente il prode fotografo Davide Tiezzi ha - come al solito - colto gli attimi salienti, realizzando scatti meravigliosi.
Devo dire che la sfida più tosta è stata quella di progettare un "gioiello" che fosse una declinazione concettuale di Mesozoica, ma che fosse anche per bambini e - soprattutto - realizzabile da bambini, quindi di semplice assemblaggio e con una componente che dovesse essere creata ed elaborata proprio da loro.
Alla fine l'idea è venuta fuori ed è stata la scusa per provare anche un nuovo strumento: il plotter da taglio. Fantastico!!!
Gli ingredienti base sono stati carta (ovvio), cartoncino ondulato, lacci scamosciati, pennarelli, colla e dinosauri. Ops, c'era anche un mammut! :)
Poi chiaramente bimbi a go-go, facce sorridenti e tanta tanta soddisfazione! Adesso ho bisogno di una vacanza per recuperare! Nel frattempo la mostra è stata prorogata, quindi se vi va, se siete dalle parti di Monza e se vi piacciono i vecchi sauri... fate un po' voi!
venerdì 14 giugno 2013
DIY Summer Pin
Alè! L'estate è arrivata, siamo passati dai 18 ai 30 gradi nello spazio di un amen e finalmente possiamo terminare il cambio di stagione.
Le maniche s'accorciano e i lini si stropicciano, mentre iniziamo a progettare le prime gite al mare. Invece di gite al mare, ho progettato una cosina diversa dal solito... sempre carta tagliata eh! Mica scherzi!
La cosa è venuta fuori mixando qualche input di varia provenienza. Un pezzo di idea è nata pensando ad un accessorio da abbinare alle fantastiche creazioni furoshiki di Barbara Perrone, un altro pezzo di idea è venuto fuori dopo una richiesta di "qualcosa per la casa", un ultimo elemento è stato il meraviglioso riscontro che ha avuto la spilla Ammonite della Mesozoica Collection, infine mettici l'estate che avanza e la voglia sfrenata di salsedine ed il gioco è fatto!
Il risultato è una spilla di medie dimensioni, abbastanza spessa e resistente e lavorata "al contrario" rispetto al mio abituale sistema di taglio Arabesque. Ossia senza la cornice interna ma con il solo disegno intagliato incollato sopra una base di cartoncino molto spesso e duro.
Una spilla che si possa usare anche in modi poco canonici, più creativi. Come chiusura per una borsa estiva, come segnaposto per una tavola vacanziera, come decorazione per un pareo o un cappello, e chi più ne ha più ne metta!
Visto che la parte difficile si limita al solo intaglio della parte superiore e che i pezzi che compongono la spilla sono solo 3, direi che qualcuno potrebbe provare a cimentarsi!
Pronti? Via!!!
Per questo progetto è importante scegliere la carta, servono in particolare un cartoncino leggero e facilmente tagliabile, di un bel colore acceso ed un cartoncino pesante di colore a contrasto con il precedente. Altro elemento importante è il disegno da realizzare.
Scegliete una forma facilmente riproducibile e senza tanti dettagli difficili da tagliare.
Le maniche s'accorciano e i lini si stropicciano, mentre iniziamo a progettare le prime gite al mare. Invece di gite al mare, ho progettato una cosina diversa dal solito... sempre carta tagliata eh! Mica scherzi!
La cosa è venuta fuori mixando qualche input di varia provenienza. Un pezzo di idea è nata pensando ad un accessorio da abbinare alle fantastiche creazioni furoshiki di Barbara Perrone, un altro pezzo di idea è venuto fuori dopo una richiesta di "qualcosa per la casa", un ultimo elemento è stato il meraviglioso riscontro che ha avuto la spilla Ammonite della Mesozoica Collection, infine mettici l'estate che avanza e la voglia sfrenata di salsedine ed il gioco è fatto!
Il risultato è una spilla di medie dimensioni, abbastanza spessa e resistente e lavorata "al contrario" rispetto al mio abituale sistema di taglio Arabesque. Ossia senza la cornice interna ma con il solo disegno intagliato incollato sopra una base di cartoncino molto spesso e duro.
Una spilla che si possa usare anche in modi poco canonici, più creativi. Come chiusura per una borsa estiva, come segnaposto per una tavola vacanziera, come decorazione per un pareo o un cappello, e chi più ne ha più ne metta!
Visto che la parte difficile si limita al solo intaglio della parte superiore e che i pezzi che compongono la spilla sono solo 3, direi che qualcuno potrebbe provare a cimentarsi!
Pronti? Via!!!
DIY SUMMER PIN
Per questo progetto è importante scegliere la carta, servono in particolare un cartoncino leggero e facilmente tagliabile, di un bel colore acceso ed un cartoncino pesante di colore a contrasto con il precedente. Altro elemento importante è il disegno da realizzare.
Scegliete una forma facilmente riproducibile e senza tanti dettagli difficili da tagliare.
sabato 1 giugno 2013
La primavera non esiste
La prossima persona che mi dice che la sua stagione preferita è la primavera... lo prendo a calci. La primavera non esiste, è un'invenzione per far quadrare i conti stagionali, è un'espressione del calendario e non del clima.
Anche nelle stagioni migliori, la primavera è umida ed infida... prati verdi di erbetta neonata che risultano irresistibili allo stendersi per i primi soli. Poi t'alzi zuppo e striato di verde.
Si potrebbe passare direttamente all'estate caldo-secco? A me pare che quest'anno ci sia la bistagionale inverno/autunno/inverno.
Sarà che ho una condizione ossea degna di una nonnina, ma giro ancora con felpe, maglie e calzini lanosi mentre nel lettone col cavolo che si toglie il piumotto!
Please, quando arrivano i 32° con 10% di umidità??? I miei ossicini ne abbisognano così come il mio morale... grigio topo.
Anche nelle stagioni migliori, la primavera è umida ed infida... prati verdi di erbetta neonata che risultano irresistibili allo stendersi per i primi soli. Poi t'alzi zuppo e striato di verde.
Si potrebbe passare direttamente all'estate caldo-secco? A me pare che quest'anno ci sia la bistagionale inverno/autunno/inverno.
Sarà che ho una condizione ossea degna di una nonnina, ma giro ancora con felpe, maglie e calzini lanosi mentre nel lettone col cavolo che si toglie il piumotto!
Please, quando arrivano i 32° con 10% di umidità??? I miei ossicini ne abbisognano così come il mio morale... grigio topo.
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