martedì 10 giugno 2014

Tazhib e dintorni

Ormai chi legge questo blog sa che alla base di ogni mia creazione c'è un periodo di ricerca e studio reativo al o ai pezzi che sto creando. Per me non esiste la creazione di getto, quella venuta fuori "per caso" che non s'appoggia a nulla se non a se stessa. La creazione autoportante...
E' sicuramente una visione personale e molto verticale, che si è connaturata negli anni in base alle mie esigenze e alle mie preferenze, è anche una visione che si nutre della mia insopportabile curiosità.
Sono una persona che non si accontenta di guardare il sasso, lo deve sempre alzare per vedere che c'è sotto. Anche solo per vedere com'è fatto. Sotto.
Mettici anche una memoria da elefante (solo per le cose inutili eh... al liceo neanche ricordavo che classe facessi) ed il giochino dello scavo&classificazione diventa quasi letale. Ad esempio sono stata bannata da qualsiasi partita di Trivial tra amici.
A peggiorare le cose, ogni tanto ritorno su argomenti che avevo già spulciato, ma essendo macroargomenti, puntualmente trovo qualcosa di nuovo ed interessantissimo e affascinante e sconosciuto!
Quindi dopo i disegni Girih ( Arabian Nights ) dopo gli arabeschi a colori e non, dopo le porcellane, dopo un sacco di altre cose, arrivano i Tazhib.

Tazhib in lavorazione su motivo disegnato da Jay Bonner
Con il termine Tazhib si indica l'arte decorativa islamica utilizzata per abbellire sia margini sia le pagine intere dei libri, prima quelli sacri, poi anche volumi di storia e poesia. La parola 'tazhib' deriva da 'zahab', oro in lingua araba, e significa, doratura: per realizzarla, venivano appunto utilizzate foglie d'oro, abbinate solitamente a colori come blu, turchese, verde e rosso.
Dalla primario utilizzo di decorazione di libri, l'arte della doratura islamica ha sviluppato una certa indipendenza ed oggi vengono realizzati anche Tazhib singoli, magari incentrati su di un singolo ayāt o come semplice decorazione.
La nascita della doratura Tazhib viene collocata in Iran durante periodo sassanide (dal 224 al 651 d.C.). Dopo l'avvento dell'Islam, questa forma d'arte fu incentivata e raggiunse livelli di perfezione e bellezza senza pari. Passata di moda per un certo periodo, sta riacquistando visibilità ed interesse anche grazie al lavoro di eccellenti artisti.

Tazhib_01 | Handpainted paper earrings | Acrilic on Canson cardstock

Come ogni forma d'arte, il Tazhib ha le proprie scuole, i propri stili e periodi storici. Seljuk, Bukhara, Teimurid, Safavi e Qajar sono nomi di famose scuole di Tazhib, ma ognuna ha le proprie caratteristiche. Ad esempio, la doratura della scuola Bukhara può essere facilmente distinta dalle altre scuole perché la prima utilizza spesso  il nero e altri colori scuri mentre le altre scuole non usano ne' nero ne' colori scuri.

Tazhib_01 | Handpainted paper earrings | Acrilic on Canson cardstock

Dall'Iran l'arte del Tazhib fu esportata in moltre altre zone d'influenza islamica come l'India, l'Impero Ottomano, e gli altri paesi arabi. Alcuni artisti iraniani si trasferirono in India all'inizio del periodo safavide e fondarono scuole di pittura iraniana. Le opere d'arte create durante la dinastia Mughol indicano chiaramente il passaggio di stili tra la pittura iraniana e quella indiana.
Anche in Turchia, durante l'Impero Ottomano, l'arte della doratura Tazhib fu esportata da alcuni astisti iraniani, che crearono una scuola indipendente.

Tazhib_01 | Handpainted paper earrings | Acrilic on Canson cardstock
Tradizionalmente dovrebbero essere usati solo pigmenti di origine naturale ma le nuove scuole permettono l'uso di colori acrilici o guache con pigmenti di sintesi.



Attualmente una delle scuole più attive è quella turca, paese in cui l'arte della doratura prende il nome di Tezhip (e non Tazhib), ma la scuola turca è di antica fondazione come testimonia anche il famosissimo romanzo di Orhan Pamuk "Il Mio Nome è Rosso" che nel primo capitolo fa dire al suo protagonista:
"Ero felice, ero veramente felice, ora lo capisco. Nel laboratorio di miniatura del Nostro Sultano io facevo le dorature migliori e non c’era doratore dotato di pari maestria. Con i lavori che facevo fuori arrivavo a guadagnare fino a novecento akçe al mese. E tutte queste cose certamente rendono la mia morte ancora più insopportabile.
Facevo solo miniature e dorature, decoravo i bordi delle pagine e coloravo l’interno delle cornici, foglie, rami, rose, fiori, uccelli, nuvole ricciute alla maniera cinese, serie di foglie sovrapposte, foreste di colori dove si nascondevano gazzelle, galere, sultani, alberi, palazzi, cavalli, cacciatori… Di tanto in tanto decoravo un piatto, il retro di uno specchio, un cucchiaio, a volte il soffitto di un palazzo in una villa sul Bosforo, una cassapanca… Negli ultimi anni, invece, ho lavorato solamente per decorare pagine di libri, perché il Nostro Sultano pagava generosamente i libri miniati.
"

PS. Mai riuscita a superare pagina 80 di questo libro, che insieme a Manuale di pittura e calligrafia di Saramago ed a L'ombra del vento di Zafon compongono la mia personale triade dei "libri più brutti ed illeggibili della galassia".

10 commenti:

  1. "Il mio nome è Rosso" l'ho finito, ma solo perché ero in un'era pre-kindle, ero lontana da casa e da qualsiasi libreria, non avevo un portatile e in valigia c'era solo quello. Non ho mai capito di cosa parlasse.
    Questi orecchini mi piacciono tantissimo!

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    1. Non solo non sono mai riuscita a proseguire oltre la pagina 80 o giù di lì, ma l'avrò ricominciato (per testardaggine) almeno 10 volte. Sicchè la prima pagina m'è entrata in zucca a forza, ed ecco spiegata la citazione...
      Secondo me, tutti quelli che dicono d'averlo letto e capito fanno una roba tipo i vestiti nuovi dell'imperatore. Sennò non si spiega... :D

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    2. Altrimenti non si potrebbe giustificare il Nobel... :D

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  2. Che meraviglia**
    Adoro l'abbinamento di colori e tutta la storia che c'è dietro**

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  3. Dai tuoi post c'è sempre da imparare...e da rimanere a bocca aperta! Gli orecchini sono incantevoli! <3

    Ps: Tour romano slittato a data da destinarsi, uff, appena posso ti scrivo! :*

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    1. Noooo... maccome??? Ma che devo passare io?

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  4. Straordinariamente belli, tu sei una maga delle fantasie e dei colori!
    Poi le tue spiegazioni sono sempre affascinanti...

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